
Scamarcio :"Devo tutto questo a mia sorella, all'Eureka, al farmacista che mi ha venduto quel collirio miracoloso!"
Scamarcio Contest - Traccia numero tre
(se non avete idea di cosa stia parlando andate qui)
Scarmarcio Riccardo (col cognome davanti, è così che merita di essere presentato) il tredici novembre compirà ventott'anni.
E' l'idolo di una fauna indefinita della quale fanno parte quelle ragazzine urlanti, con cuori glitterati stampati sulle guance, che lottano con i propri genitori per ottenere il permesso di tatuarsi quella fragolona con tanto di bandana che è il logo di Tre metri sopra il cielo.
E' la giovane promessa del cinema italiano, questo almeno è quello che dice Sandro Meyer, direttore di una rivista gossippara tipo "Chi" "Gente" "Frizzi, lazzi e cazzi".
E' il ragazzo tenebroso che ricorda alle donne italiane quanto sia coinvolgente l'amore per uno "difficile", per uno che anche per proclamare l'urgenza di pisciare corruga la fronte e abbassa notevolemente il tono di voce.
Riccardo si alza sconvolto, gli succede ogni volta che sogna di essere diventato un attore come raifiction comanda.
Si trascina fino allo specchio nel corridoio e, corrugando la fronte, si dice
- Ehy...
Non va bene, è ancora poco convincente.
Ha le sopracciglia troppo grosse e residui tra i denti della trippa di ieri sera.
Si farà una doccia. Dopo penserà al futuro.
Sotto il getto d'acqua calda, Riccardo pensa al programma della giornata: sono le dieci e questo significa che lo attendono circa sedici ore di nulla.
Si troverà qualcosa da fare, magari dando uno sguardo agli annunci di lavoro della bacheca nel bar sotto casa.
Passando per il corridoio si ferma nuovamente davanti allo specchio e ripete la scena: corruga la fronte e poi..
- Ehy...
Niente, ancora non si piace.
Dovrebbe cambiare le lenti a contatto, sulla confenzione c'era scritto "Lenti giornaliere", ma lui ce l'ha addosso da più di un mese. Questo forse spiega la congiuntivite.
Mentre le sostanze psicotrope spiegano le borse. Dovrebbe farla finita, con quelle cose.
Dovrebbe cercare qualche altra ispirazione, il suo sogno di diventare come Arthur Fonzarelli, evidentemente, non potrà mai essere esaudito. L'ipotesi di prendere come modello Roberto Farnesi gli sembra piuttosto allettante e, di sicuro, più accessibile.
Dovrebbe leggere un pò di più, giusto per mantenersi in allenamento. Ormai, alla guida, gli capita di dover rallentare poiché la sua lettura sillabata diventa ogni giorno più stentata.
Corre in camera di sua sorella, rovista spasmodicamente tra i Cioé e i Top Girl e trova un blocco di fotocopie che porta il titolo di Tre Metri Sopra il Cielo. Le prime due righe sembrano semplici, lo dimostra l'assenza di periodi ipotetici.
Si cimenta nella lettura, capisce il senso delle frasi, si sente un illuminato.
Dopo giorni di sforzi, di stenti, di concentrata lettura, Riccardo si affaccia alla finestra per prendere una boccata d'aria, Andria gli appare in tutta la sua sfavillante tristezza e lui le urla in faccia "Eureka*, ho la risposta ai miei problemi!".
Si sente un uomo nuovo.
Si appropinqua allo specchio corruga la fronte. Perfetto.
Prende il primo treno per Roma.
Nello zaino porta solo quelle fotocopie, un dizionario della lingua italiana (non si sa mai i romani, nell'italiano dell'uso medio, si servano di più parole dei suoi compaesani) e due bottiglie d'acqua prodotta nella sua regione. Dovesse fallire il progetto di diventare attore, potrebbe sempre cimentarsi nella promozione di questo marchio che tira fuori quell'acqua da latrine ad altissime quote, sparse per il basso Salento.
Alla Termini corre in bagno. In treno, per la noia, ha fatto fuori tutte e due le bottiglie d'acqua e queste probabilmente gli hanno favorito la diuresi, altro che Rocchetta.
Dopo la minzione, davanti allo specchio si guarda profondamente (un pò si eccita, per quelli occhi profondi e furbeschi).
Alla sua destra un uomo lo sta fissando e lui, mantenendo il carisma acquistato davanti al suo riflesso, lo guarda e fa
- Ehy..
L'uomo, al secolo Luca Lucini, si complimenta con Riccardo. Lo vuole nel suo film.
- Ora mi manca solo un soggetto, un produttore ed il resto del cast tecnico ed artistico...
- Ehy...
Riccardo tira fuori il mazzo di fotocopie che l'hanno condotto in quel paradiso terrestre.
Riccardo e Luca, nel bagno della Termini, sono felici.
Il resto è storia.
* Dubitiamo profondamente della preparazione classica di Riccardo ed è per questo che propendiamo verso l'ipotesi che, nella sua esclamazione, egli abbia voluto riferirsi alla marca dell'acqua a basso costo con la quale brindava alla sua ritrovata capacità di lettura.