[CREDEVO FOSSE DIO, INVECE ERA UNA TAC]

THE BIG CHIEF

Utente: FrancesGlass

"Facevi risorgere i binari morti
e ricucivi i polsi a tutti"
(Le Luci della Centrale Elettrica)

"Almeno lascia che un'estrema tenerezza
Copra l'allontanarsi
Dei tuoi passi."
(Majakovskij)

NINNOLI

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Scamarcio Contest 2007
Kerouac ci fa una... :P
Y-Awards (l'ennesimo contest truccato!)

Dai, non sei il solo

in *loading* ci sono già passati

venerdì, 27 novembre 2009

Ossigeno puro

Per due anni ho avuto solo uomini spregevoli, dottoressa, quell'Inutile Ceppo d'Uomo mi aveva mollata per telefono perché aveva deciso di diventare una brava persona, aspirando forse a tenere la coca nel taschino interno di una giacca firmata e non nella tasca bucata di jeans sdruciti da postadolescente problematico. Prima c'era stato anche il Filosofo che aveva dato di matto dopo circa sedici mesi senza riuscire neanche a farsi ricordare come Nietzsche o almeno come Wilhelm Reich e poi il Lettore, che ovviamente non sapeva neanche da che parte si aprisse un libro, non sapeva godersi i piaceri del cibo e neanche altri piaceri, dottoressa lei che è una bella donna può ben capire a cosa mi riferisco. Insomma, ricapitolando: il Ceppo svanisce dopo aver visto assieme il più bel concerto della mia vita, un piovoso pomeriggio domenicale che sono infilata a letto a leggere Ogni cosa è illuminata mi telefona e con una finta voce depressa mi spara due o tre parole di buonismo retroattivo come titoli di coda di una storia sghemba della quale, a pensarci bene, non riesco a rintracciare il baricentro; poco prima c'era stato il Filosofo, sì proprio lui, il ragazzo che vedeva i puntini, e dottoressa, non sto neanche a raccontarle le cose che la sua mente partoriva ogni singolo minuto, era un delirio, una tragedia, Othello, ma decisamente meno affascinante; del Lettore, dottoressa, non c'è un granché da dire perché non ha dato risposte, ma non ha sollevato neanche domande, è passato in silenzio e non ricordo molto, tranne la forma inconsueta dei suoi piedi e la sensazione desolante del deserto senza dune che era il suo cervello.
E dopo tutto questo noioso marasma relazionale che ho affrontato con il mio irriducibile tono laconico, sono arrivata sotto quei lampioni arancioni, quella sera, e ho incontrato la via d'uscita: aveva due occhi che erano barche sopravvissute alla tempeste, un sorriso mesto ed un silenzio così eloquente da ammutolire tutti gli astanti. E lui era Ossigeno Puro, che mi è entrato in circolo e mi ha permesso di giungere oggi qui nel suo studio, a piangermi addosso per le sfortune amorose, tacendo la sfrontata euforia di averlo incontrato, per dare un senso di incommensurabile tragicità alla storia che è in realtà un storia banale.
Parlarle della mia vita soddisfa le mie manie di protagonismo.
Avere le manie di protagonismo non è sano e sono convinta che parlandole della mia vita lei possa curarmi.
Per questi due motivi credo di avere proprio bisogno di lei.
words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 18:13 | link | commenti (1)
ordung/unordung margini
giovedì, 01 ottobre 2009

Corpi docili

Certi periodi profumavano come il pane appena sfornato in cucina, suonavano come la nenia più dolce, apparivano come il più caldo dei quadri di Kirchner. E il peso specifico dei pensieri equivaleva a quel quadrato d'aria tra la mia schiena e la tua testa sulla mia schiena.
Poi tutto si è perso per strada  e alla noia imperante si sono aggiunte le discussioni sulla speculazione del commercio d'uva. E anch'io mi sono persa per strada, ma ora con la pazienza e la perseveranza di un francescano, i miei piedi mi hanno condotta sino a qui. Dietro l'angolo ci sono le Faroe, i tetti verdi, villaggi di sei abitanti e uno sei tu, sotto un tetto verde, con pensieri appesantiti dall'aroma del pane, dall'eco di quella nenia, dalla scia di quei colori.
E' questo mese che incute buone speranze, anche quando mancano totalmente i presupposti.
words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 21:02 | link | commenti (3)
ordung/unordung margini
giovedì, 02 luglio 2009

Un arazzo perfetto

In un attimo, prese a ricucire i fili che aveva lasciato pendere dalla trama delle sue relazioni per tutti quelli anni. Prese a ricucirli con la cura paranoica di chi non conosce bene l'obiettivo da perseguire, ma continua a testa bassa, prese a ricucirli con la speranza adolescenziale di ricavarne fuori un arazzo perfetto, da appendere nel salone più illuminato della sua coscienza, da mettere in bella vista su quella parete alla quale tante volte si era appoggiato cercando di spogliarsi dei propri sentimenti.
Ma la verità è che nel momento in cui un filo veniva incastrato in un percorso ideale, tutti gli altri cedevano, stanchi, esausti, e non c'era verso di ricavare un disegno unitario. Si tirava il capo di un filo e tutti gli altri rapporti si increspavano in una smorfia di disgusto.
Approssimativo. Incocludente. Irrazionale. Sfuggente. Volubile.
Mettere in ordine alfabetico gli aggettivi che da sempre gli erano stati attribuiti era ora l'unica cosa che lo legava al passato, agli altri, l'unico passatempo che poteva permettersi di fare senza recare disturbo.
words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 21:18 | link | commenti (3)
ordung/unordung margini
giovedì, 06 novembre 2008

Saccheggi

Hanno riso per te.
Hanno deciso per te.
Hanno viaggiato sulle tue gambe e hanno amato con le tue labbra.
Si sono presi i tuoi sogni, le tue paure, le tue certezze, i tuoi dubbi.
Ed hanno usato le tue parole per abbandonarti mentre, dormiente, vagavi per le lande sconfinate della speranza.
La verità è che ti perdevi troppo spesso dietro l'ennesima sigaretta che spegnevi mestamente tra le cenere dei giorni passati, volatilizzati, ignorati nel bilancio della tua vita.
La verità è che sei piccola e tenera in una gabbia di rapaci e i tuoi attimi si tendono la mano, sperando di diventare più importanti.
La verità è che non esisti. Ma ancora non l'hai capito.
Luce spenta, sigaretta finita, là fuori solo un clacson che trafora la quiete.
words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 21:10 | link | commenti
ordung/unordung margini
mercoledì, 27 agosto 2008

Vagli a spiegare la vita in uno sguardo


There's nothing you can make that can't be made.
No one you can save that can't be saved.
Nothing you can do but you can learn how to be in time
It's easy.
(All you need is love - The Beatles)


Tra i palazzoni alti, diceva, i palazzoni alti di Spezia, c'è una bimbetta così piccola e graziosa che nessuno la vede. E quando non sono sufficientemente stanco, parlando con rispetto, le vado a fare visita perché, diceva sempre più concitatamente, quando inizio a parlarle ed inizio a scherzarci, sì, insomma, lei per Spezia è importante e graziosa e portatrice di pace sensoriale come lo è la madonnina per Milano. Ma lo sai, sospirava virando il discorso altrove, che mi ricordi proprio il prof. Lauretti che quando, sai, ero irrequieto mi guardava ma non mi guardava? Sì, faceva il neutro, m'han detto che s'impara a teatro. Poi io non ne so granché di tutte queste tecniche: al palcoscenico, al sipario, alle quinte dei teatri, preferisco le vecchie case che si appoggiano l'una all'altra, alle spalle della stazione. E' quello il vero teatro, la vita che recita se stessa. Il vero teatro è quella bimbetta, ritornava sull'argomento carico di voglia cieca e distruttiva, quella madonnina, insomma, che si abbiglia un po' strana per me.
In fondo sono una persona buona, proclamava disciogliendo i nodi alla gola al cuore alla mente, e, sai, mi spiace quando faccio un reato. Ma sto andando a Spezia ora, mi daresti venti euro? Te li restituisco domani, che dico, te ne do trenta. Sì, venti euro, te li ridò domani tutti e venti, anzi giuro te ne do trenta.

E si allontanava ciabattando, stringendo i suoi due nuovi giornaletti nella mano sinistra, fermandosi davanti a qualche turista per chiederle quale dei due preferiva. Si allontanava di giorno e tornava di sera, dopo una giornata passata a lavorarsi il suo angolo di dannazione, il suo angolo di soddisfazione; dopo una giornata passata ad illudersi di avere un ruolo importante nella commedia della vita che recita se stessa, alle spalle della stazione, tra i palazzoni alti, dove ci sono bimbette che nessuno vede, troppo vuoti e troppo morti per avere uno sguardo da posare su qualcuno.
words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 15:44 | link | commenti (3)
ordung/unordung margini
sabato, 09 giugno 2007

Silence chez toi

E proprio mentre stai per dirle

Che non hai amore da offrirle

Lei è già sulla tua onda

E fa che il fiume ti risponda
Che da sempre siete amanti
(Suzanne - F. De André)

Alba.
Fuma una sigaretta davanti allo specchio per godere della silhouette perfetta restituitale dalla penombra. Si pavoneggia nel suo nuovo vestito di disillusioni e sentimenti affilati, ma accanto ai suoi piedi nudi è ben riconoscibile il borsone già pronto per la partenza, con dentro tutte le parole taciute e le speranze tradite.
Fuma e ammira il braccio che porta la sigaretta alle labbra.
Intorno il silenzio colpevole di chi l'ha gettata via nel momento in cui l'ha colta.
Alle sue spalle Lui, spogliato della sua ritrosia, la osserva mentre Lei già accarezza l’idea di essere altrove.

words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 10:30 | link | commenti (1)
ordung/unordung margini
venerdì, 08 giugno 2007

Peinture de femme

Indossò i suoi abiti migliori per farsi dimenticare più in fretta, come un bel quadro lasciato a prendere polvere in una camera da letto buia, svuotata dai gemiti, dall'amore, dalla tenerezza.

words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 16:26 | link | commenti (12)
ordung/unordung margini
lunedì, 04 giugno 2007

Pensieri piovani

Finalmente piove.
Si alza dalla strada l'odore della speranza e della rassegnazione.Tutti sono più calmi.
Il postino non grida più contro la moglie infedele ed il netturbino, in confessione, piange per esser venuto meno alla promessa fatta alla madre, non avendo portato all'altare quella brava ragazza.
I ragazzini in bici, corrono verso casa, mentre le mamme preoccupate gli attendono sull'uscio.
Ed il ragioniere rientra solo, anche stasera, e mentre gira la chiave nella toppa ripensa a quegli occhi che gli dissero addio in una mattinata ventosa.
Come fare a non preferire il vento alla pioggia?
Il vento che le scompigliava i capelli e la costringeva a trattenerli con la mano sinistra e, tra un ciocca e l'altra, s'intravedeva quel liquido sorriso.
Il vento che s'infiltrava in quegli ultimi minuti e soffiava l'amarezza verso terre lontane.
Il vento che la prese per la gonna e la trascinò via.
Continua a piovere, sento le gocce che si rincorrono tra i rami del grande albero che mi preclude per metà la visuale.
Qualcuno in casa sta ricordando i tempi in cui qui era tutta campagna e, ogni volta che pioveva, si formava una specie di lago.
Quando c'era la campagna, io non c'ero. Ma potrei descrivere approfonditamente tutte le melodie che la pioggia, battendo sull'asfalto, ha composto negli ultimi vent'anni per accompagnare questi squarci di umanità.
Getto via la sigaretta e chiudo la finestra.
Ma per un attimo è come se questa stanza fosse priva di soffitto permettendo alla pioggia di annacquare il mio spazio intimo rinchiuso tra queste quattro pareti, questo ventre in cui mi sono rifugiata in attesa del vento caldo, portatore di novità.
words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 20:02 | link | commenti (4)
ordung/unordung margini
martedì, 15 maggio 2007

Cerchi perfetti

Sei lì a martorizzarti il pollice, sperando che mangiarti le unghie possa distoglierti dal timore e dall'angoscia.
Non ascoltavi quell'album da un pò di anni, bastano due note a ricordarti perché da ragazzetta eri lì ad emozionarti.
Ti rivedi con le cuffie nelle orecchie quando il discman era l'unica strada per la salvezza, l'unico modo per sfuggire alle manie di una madre urlante.
Ti rivedi magrolina e indecisa, a fissare il soffitto, buttando qualche sguardo al telefono, come per implorarlo di squillare.
Ti rivedi addormentata davanti alla stufa a gas, con i libri appoggiati sulle ginocchia che non erano mai quelli di scuola, con alcuni quaderni tra le mani che non erano mai quelli degli esercizi di geometria analitica.
Ti rivedi crepuscolare.
Non andare via. E' questo che dice il cantante in un inglese sguaiato.
Non andare via. Era questa la frase che i tuoi diciassette anni ti trattenevano dal pronunciare, anche se solo a bassa voce.
Non avevi idea di come sarebbe andata a finire e, rintracciando i sentieri dei tuoi malumori, ti accorgi di non averne tuttora.
Il sangue del pollice sinistro macchia i fogli ai quali giornalmente affidi le tue equazioni di dolore.
Angoscia e timore.
Non andare via.
words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 19:22 | link | commenti (5)
ordung/unordung margini
domenica, 06 maggio 2007

Porteran sul viso l'ombra di un sorriso tra le braccia della morte

Il vecchio falegname, riguardando il libretto della pensione, si gusta, per l'ultima volta, l'odore della segatura che ricopre per metà il pavimento del suo laboratorio.
Se ne andrà al circolo, questa sera, per ricordare con gli amici il giorno in cui suo padre gli assegnò il compito di portare avanti la bottega di famiglia.
E domani darà le chiavi a suo nipote, lasciandogli piena libertà di trasformare quella tana in ciò che vuole.
Mette da parte la cassetta degli attrezzi, stacca la foto dei suoi figli dal muro e si accinge a chiudere il portone.
E muore, per un pò.
Muore, nel silenzio pornografico del quartiere.
Muore, tra i mobili sui quali ha posato, ansiosamente e per l'ultima volta, la sua mano raggrinzita.
Muore.

words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 19:49 | link | commenti (9)
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