[CREDEVO FOSSE DIO, INVECE ERA UNA TAC]

THE BIG CHIEF

Utente: FrancesGlass

"Facevi risorgere i binari morti
e ricucivi i polsi a tutti"
(Le Luci della Centrale Elettrica)

"Almeno lascia che un'estrema tenerezza
Copra l'allontanarsi
Dei tuoi passi."
(Majakovskij)

NINNOLI

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Scamarcio Contest 2007
Kerouac ci fa una... :P
Y-Awards (l'ennesimo contest truccato!)

Dai, non sei il solo

in *loading* ci sono già passati

martedì, 28 luglio 2009

Punto e a capo

Potrei perdermi dietro parole aguzze e raffinati aggettivi crudeli, ma la verità è che sono stata ferita in quel posto dolorosissimo che neanche un tiratore scelto avrebbe saputo beccare con un solo colpo e la faringe mi si è annodata e la verità ancora più profonda è che qualcuno, molto prima di me e decisamente meglio di come potrei fare io, ha descritto come mi sento.
Così.
words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 09:23 | link | commenti (3)
ordung/unordung inner-eye
lunedì, 13 luglio 2009

Resocontazione di servizio

And in the end, the love you take is equal to the love that you make

Tengo la vita in una busta, come si fa coi pezzi dei puzzle che non si riesce mai a ricomporre.
E' che certe volte mi sfiora l'idea di essermi perso qualche pezzo e allora stringo paranoicamente la busta tra le mani, come se fosse un tesoro prezioso, e del benevolente aiuto altrui me ne faccio beffa apertamente.
Tengo due o tre cose da dire sulle pareti della faringe, ma ho deciso di congelarle e tirarle fuori per tempi migliori.
E' che le parole sono diventate materia ardua per me, soprattutto da quando ho iniziato a pensare su.
Tengo un paio di ricordi, li tengo qui, riesci a vedere?, tra l'atrio e il ventricolo sinistro di questo cuore atrofizzato, li tengo al caldo perché è l'unico modo di farli sopravvivere all'uragano.
Ed infine tengo, in un antro remoto della mente, un'immagine di te ben precisa che solo a vederla sorrideresti e annuiresti tirando su col naso, ma è tutto questo che resterà celato, mescolato assieme a quei pezzi che non hanno senso e che montati uno accanto all'altro andrebbero solo a comporre l'ennesimo banale vissuto emozionale.
words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 22:51 | link | commenti (7)
ordung/unordung inner-eye
mercoledì, 29 aprile 2009

The contortionist

Let's talk about Tomorrow

C'è da rimettere un po' d'ordine, togliere la polvere accumulatasi su alcune questioni lasciate in sospeso e incollare i cocci di cose rotte e nascoste subitaneamente in un angolo.
C'è da riprendersi forza, coraggio e tono muscolare. C'è da ritrovare quel mazzo di chiavi e da lasciare alla porta un po' di pensieri.
C'è quell'ossessione che ritorna e che neanche le mille ossessioni appena acquisite potranno mai coprire.
E poi c'è tutta questa musica, riesci a sentirla? Come ci si può perdere dietro l'ennesimo vezzo linguistico, quando bastano appena dieci secondi di questa musica per descrivere il marasma che ho dentro.
C'è il silenzio che è preludio alla tempesta più spaventosa, c'è il buio che è solo l'anticamera del domani.
Ed infine ci sono quattro righe, un misero tentativo di spiegare come ci si può perdere in quel misero bicchiere d'acqua che è, in fondo, la vita.
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ordung/unordung inner-eye
mercoledì, 25 marzo 2009

La caresse et la mitraille

Un senso di incompiutezza mentre ripongo le parole non dette e quelle pensate troppo tardi, spietata tenerezza per i bambini che avevamo dimenticato e che hanno continuato a viverci dentro tacitamente, una vena di amarezza che continua ad attraversare la mia grafia e che non sarà mai sufficientemente spiegata da tutte queste pagine che si succedono, si accavallano e si tendono la mano senza sapere dove andare. Indescrivibile ed incontrollabile spossatezza.
E' questo che mi lascia l'Inverno, mentre fa le valigie e va via.
Questo e nient'altro.
Ed ora che la Primavera è già arrivata e si è nascosta nel mio ripostiglio, non sapendo chi altro maledire, mi faccio un the e aspetto che le cose, meteropaticamente, si aggiustino da sole.
words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 14:31 | link | commenti (6)
ordung/unordung inner-eye
sabato, 17 gennaio 2009

Io non sono qui

E' che mi sento sospesa tra il primo ed il secondo verso di quella canzone, la ricordi?, che è uno di quei pezzi che ti fanno subito venire in mente dov'eri, cos'eri e cosa facevi la prima volta che le hai ascoltate. Dopo It's over, quel breve momento di lucida sofferenza prima di dire I hope you're with someone e via discorrendo, è lì che mi trovo con un nodo in gola che è il raccordo di tutto quello che è successo fino ad oggi. 
E' che le cose, in questo periodo, vanno un po' come il vecchio giradischi che stazionava nel vecchio salone della mia vecchia casa: c'è un rumore di fondo, un disturbo, un continuo grattare che, purtroppo, è impossibile rimuovere. Almeno per ora.
E' che la cosa più difficile da ammettere è che la sospensione, in certi casi, è l'unico stato che dia sicurezza.
Tornare e ritornare a quel punto tra due versi. Tornare e ritornare agli stessi ricordi.
Da sola in casa, fuori il caldo torrido e due vicini che continuavano a litigare. E il calendario, il calendario che non si muoveva di un solo giorno.




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ordung/unordung inner-eye
venerdì, 09 gennaio 2009

Annodare le notti per non annoiarsi

A te che pensarai che queste righe non ti riguardino

Tra i resti di una festa, sotto montagne di coperte.
Mi accendo l'ennesima sigaretta, per dissimulare la sensazione di freddo prodotta da queste quattro pareti bianche abbigliate di improbabili opere d'arte folkloristiche.
Il buio di fuori preme contro le imposte ben chiuse, la luce di dentro, gialla, morbida, si appoggia sinuosa sulle nostre parole che sono i trampolini dai quali ci lanciamo con ostentato entusiasmo, le nostre parole che sono i divani sui quali ci accasciamo per le sconfitte taciute, per le depressioni ben esplicabili.
Succede che a parlar troppo ci si procuri dolori multipli alla mascella, alle mani, al collo, al lobo frontale; ma il punto è che a tacere per un lasso di tempo considerevole non si fa altro che aumentare il peso della vita sullo sterno.
E' un attimo, è già mattina. Lo vedi?
Pensiamo quasi le stesse cose, parliamo quasi nello stesso modo, siamo quasi la stessa persona. Ma ci risparmiamo la fatica della solitudine.

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ordung/unordung inner-eye
sabato, 20 dicembre 2008

Girotondi e ghirigori

Killing time won't stop this crime

E il Natale arriva che sei impegnata a disfarti di frasi d'amore indirizzate a terzi.
Ti volti indietro e vedi chiaramente il tempo perso in girotondi e ghirigori per arrivare al punto in cui si sarebbe potuti arrivare seguendo semplicemente una linea retta.
Ora i ghirigori si sono trasformati in coltelli affilati e i girotondi in gabbie in cui sei rinchiusa con le ombre di tutto ciò che sarebbe potuto essere.
Il Natale arriva che sei impegnata a rimuginare su altro. E non ci fai neanche tanto caso.
words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 19:05 | link | commenti (6)
ordung/unordung inner-eye
mercoledì, 12 novembre 2008

Variazioni di frequenza

L'odore dell'erba appena tagliata.
Il sapore del cioccolato sciolto nel caffé.
L'alcool che dà fuoco all'esofago ed allarga sorrisi.
Il sospiro di sollievo esalato dal regionale che arriva in stazione.
Il tepore dello stesso plaid da vent'anni, quadrettato con le frange tutte annodate dalla noia dei pomeriggi passati a fare i compiti.
Tornare a sentire distintamente tutto questo.
Tornare ad avere sete. Nonostante  la voce graffiata, le stufe in attesa, le mani già fredde.

words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 17:41 | link | commenti (2)
ordung/unordung inner-eye
giovedì, 30 ottobre 2008

Blue October

Esistono persone al mondo, poche per fortuna, che credono di poter barattare un'intera via crucis con una semplice stretta di mano o una visita al museo. E che si aprofittano della vostra confusione per passare un colpo di spugna su un milione di frasi e miliardi di parole d'amore.
(A. Pazienza)

Ottobre feroce, spietato, disumano, militante.
Ottobre che soffre e si piega su se stesso e si domanda quando, come, con che passo, si arriverà alla fine.
Ottobre.
Ottrobe che lascia ferite e ne medica altre.
E' come ogni anno, ottobre. E' sempre lo stesso, ottobre, ma fa sempre finta di non riconoscersi.
Porta via qualcosa, sbarra strade e abbassa passaggi a livelli.
Ottobre che non ha paura della distruzione. Dell'istinto nichilista di tendere infinitamente al vuoto.
Eccolo ottobre. Feroce, spietato, disumano, militante.
Prepara i bagagli e va via. E le sue spalle larghe sono tranquillizzanti.
I suoi occhi blu, tristi, deposito di incertezze, celati dietro lenti nere e patine di lacrime incrostate.
words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 19:42 | link | commenti (5)
ordung/unordung inner-eye
martedì, 07 ottobre 2008

Take me out, tonight

What would you think if I sang out of tune?

Siamo natura viva, con fragole e cioccolato tra i denti.
Siamo tutti i piaceri che riusciamo a concederci e quelli che ci ripromettiamo di inseguire, prossimamente.
Quell'ombra, allungata sotto i lampioni a basso consumo energetico, si allontana nuovamente.
Ogni sguardo equivale ad un massaggio cardiaco, ogni arrivederci è adrenalina dritta in testa, ogni passo che ci allontana dopamina che si diffonde dolcemente, coccolandomi, consolandomi, constringendomi a rendere più netto il contrasto tra le luci e le ombre delle nostre vite che sono zattere. Che sono crociere.
Che non abbiamo ancora ben capito dove attraccare, ché il porto più sicuro è quello tra le nostre braccia che s'incrociano.

words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 16:39 | link | commenti (3)
ordung/unordung inner-eye