[CREDEVO FOSSE DIO, INVECE ERA UNA TAC]

THE BIG CHIEF

Utente: FrancesGlass

"Facevi risorgere i binari morti
e ricucivi i polsi a tutti"
(Le Luci della Centrale Elettrica)

"Almeno lascia che un'estrema tenerezza
Copra l'allontanarsi
Dei tuoi passi."
(Majakovskij)

NINNOLI

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Scamarcio Contest 2007
Kerouac ci fa una... :P
Y-Awards (l'ennesimo contest truccato!)

Dai, non sei il solo

in *loading* ci sono già passati

mercoledì, 29 aprile 2009

The contortionist

Let's talk about Tomorrow

C'è da rimettere un po' d'ordine, togliere la polvere accumulatasi su alcune questioni lasciate in sospeso e incollare i cocci di cose rotte e nascoste subitaneamente in un angolo.
C'è da riprendersi forza, coraggio e tono muscolare. C'è da ritrovare quel mazzo di chiavi e da lasciare alla porta un po' di pensieri.
C'è quell'ossessione che ritorna e che neanche le mille ossessioni appena acquisite potranno mai coprire.
E poi c'è tutta questa musica, riesci a sentirla? Come ci si può perdere dietro l'ennesimo vezzo linguistico, quando bastano appena dieci secondi di questa musica per descrivere il marasma che ho dentro.
C'è il silenzio che è preludio alla tempesta più spaventosa, c'è il buio che è solo l'anticamera del domani.
Ed infine ci sono quattro righe, un misero tentativo di spiegare come ci si può perdere in quel misero bicchiere d'acqua che è, in fondo, la vita.
words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 21:51 | link | commenti (2)
ordung/unordung inner-eye
sabato, 18 aprile 2009

Shipwrecked

Non succede assolutamente niente, è tutto solo un inizio.
Un inizio continuato, straziante, spossante.
Non succede niente, non finisce niente.
Sei lì che cerchi di ricucire i tuoi schemi a ciò che ti succede e ti accorgi che, a furia di cercare di diventare ciò che volevi essere, sei solo diventata la copia della copia della copia di un'ambizione sbiadita e sfocata.
E questa è la vita, dopotutto. Questo pensa Dafne, ingoiando l'ultimo pezzo di panino, restandosene seduta sul gradino a guardare le formiche che merleggiano attorno alle briciole e pensando che non è poi così male. L'attesa continua di un istante che, quando arriverà, non noterà neanche. Troppo impegnata com'è a leccarsi le ferite.
words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 16:37 | link | commenti (7)
ordung/unordung girovita-dafne
domenica, 12 aprile 2009

A matter of Love

Non è sempre facile dire la verità, specialmente quando si deve essere brevi
(Sigmund Freud)


Nel momento in cui quella cosa ti passerà per la testa, ma eviterai di dirla, e tutto ciò che è successo fino ad oggi passerà in rassegna davanti ai tuoi occhi basiti, facendoti capire che era già tutto chiaro sin dall'inizio; nel momento di massima lucidità in mezzo al turbinìo di sospiri interrotti, quando persino una singola nota sarà portatrice di innumerevoli ed inenarrabili significati, tu ti fermerai, ti toccherai i capelli e guarderai verso il basso. E io, continuando a camminare svagata, inizierò a valutare ogni singola parola come una questione d'Amore.
Tutto confuso, ma tutto estremamente chiaro, in quel momento.
Quant'è difficile restare allegri quando le cose (ci) cambiano e non sappiamo se il nostro paracadute si aprirà, salvandoci, o ci abbandonerà in una valle di effimera gioia dove ci schianteremo senza avere neanche il tempo di fare due conti.
words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 14:52 | link | commenti (2)
ordung/unordung girovita-dafne
giovedì, 02 aprile 2009

Last and final cut-up

Elucubrazioni reprorevoli

Quella voce di quelle urla sconsiderate per una gioia effimera, quella voce che credevi di non ricordare e invece se ne stava campionata all’ombra di pensieri che preferisci, pronta a sbucare in un momento come questo. Quella voce, sì, quella voce che la prima volta che l’hai sentita t’ha fatta ridere, una risata fotografica alla Jules et Jim, la seconda t’ha fatta incazzare e poi la terza è stata la volta in cui ti è mancato il fiato per un istante.
Dice si parte e poi scompare dietro la sua coltre di irresolutezza emotiva.
E i giorni si sprecano.
E gli istanti non si distinguono più.
A volte, la vita è semplicemente come la spesa che passa sul rullo della cassa. E tu stai lì a guardarla, commiserandoti per tutte quelle cose inutili che ti appesantiranno le braccia. Stai lì a guardarla e pensi che alle volte ci si deve sentire proprio tanto soli per mettere col repeat una canzone nel lettore e farla andare per dieci volte, o più, di seguito. Ed è una canzone che parla di Vuoto. Una canzone così sublime, così vera e così umana che sarebbe potuta non esistere.
Guardi la tua spesa, la tua vita, che scorre alla mercè degli sguardi indiscreti di tutta la gente che si ferma e dice ahah guarda un po’, guardi gli spigoli delicati del tuo essere, toccati e maltrattati da mani incapaci e quella canzone continua ad andare. E’ solo un stato d’animo.
Non senti che ti chiamano. Non senti niente. È solo uno stato d’animo. Hai fretta di rimettere tutto a posto, di tornare a casa, da sola, a limare le insoddisfazioni che ti graffiano la pancia. È solo uno stato d’animo.
E invece alla fine quella voce la senti distintamente, cerchi di mandarla via, ma ti trapana il cervello. Poi, quando capisci che non è da dentro, ma è da fuori che viene, ti disperdi nell’ala più oscura della coscienza, in attesa che passi la tempesta. Ma la contingenza del pensiero vuole che andare in posti del genere in situazioni del genere dia la stessa sensazione di correre per ore e, una volta arrivati a casa, trovare la porta d’ingresso murata.
words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 19:03 | link | commenti
ordung/unordung girovita-dafne