[CREDEVO FOSSE DIO, INVECE ERA UNA TAC]

THE BIG CHIEF

Utente: FrancesGlass

"Facevi risorgere i binari morti
e ricucivi i polsi a tutti"
(Le Luci della Centrale Elettrica)

"Almeno lascia che un'estrema tenerezza
Copra l'allontanarsi
Dei tuoi passi."
(Majakovskij)

NINNOLI

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Scamarcio Contest 2007
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Dai, non sei il solo

in *loading* ci sono già passati

mercoledì, 25 marzo 2009

La caresse et la mitraille

Un senso di incompiutezza mentre ripongo le parole non dette e quelle pensate troppo tardi, spietata tenerezza per i bambini che avevamo dimenticato e che hanno continuato a viverci dentro tacitamente, una vena di amarezza che continua ad attraversare la mia grafia e che non sarà mai sufficientemente spiegata da tutte queste pagine che si succedono, si accavallano e si tendono la mano senza sapere dove andare. Indescrivibile ed incontrollabile spossatezza.
E' questo che mi lascia l'Inverno, mentre fa le valigie e va via.
Questo e nient'altro.
Ed ora che la Primavera è già arrivata e si è nascosta nel mio ripostiglio, non sapendo chi altro maledire, mi faccio un the e aspetto che le cose, meteropaticamente, si aggiustino da sole.
words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 14:31 | link | commenti (6)
ordung/unordung inner-eye
lunedì, 16 marzo 2009

Parentesi

Ad un certo punto è semplice giungere alla conclusione che i ricordi condivisi con altri siano solo delle bomboniere da tirare fuori nel momento del bisogno, per vivacizzare un po’ le nostre stanze emozionali quando sembrano essere diventate troppo grigie per lasciar spazio ala vita, quando tutto appare come un mero ed asfissiante alternarsi di parentesi.
Non quelle ordinate e logiche di un’espressione matematica, non quelle incisive di un trattato formale, ma solo semplici sospiri che, indipendentemente l’uno dall’altro, nascono e muoiono nel giro di pochi mesi.
(quella volta che sei passato a prendermi e abbiamo camminato per ore ed ore e quando era l’alba abbiamo pensato che (quel cagnolino nero che se ne stava in un buca del centro strada e l’abbiamo portato a casa, zoppicava e gli abbiamo dato un nome bislacco) (le angurie mangiate di fretta, prima di corse alla stazione lungo interminabili piattaforme (un altro treno è partito e niente sarà più come prima) (quella stagione iniziata a marzo che mi rendeva euforica e quando è terminata era già Natale (la mia pianta grassa preferita che implode e nessuno capisce perché) ( le foto migliori sono quelle scattate, stampate e dimenticate nei cassetti che si aprono una volta ogni due anni e ci sono io, guarda che capelli, guarda che trucco e viene da ridere a tutti, viene da ridere persino a me) (le sere che tutto era semplice e quando si rincasava non c’erano pensieri che scompigliavano i capelli (i giorni in cui tutto era difficile e non riuscivo a capire quale motivo meritava di essere pianto per primo (quel paesino lassù, dimenticato dal mondo, i battelli, gli uccelli, i balconi dai quali si vedevano le lune più strane, la fine del mondo nel fondo del mio ennesimo bicchiere) parlare) parlare) parlare a vuoto, a perdifiato, sottovoce, a squarciagola) parlare, vivere, pensare e piangere senza cognizione di causa, con la presunzione di tenere sotto controllo le sgrammaticature dell’esistenza e invece sono solo, ancora, ventidue anni di lavoro perso (…)
words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 19:35 | link | commenti (1)
ordung/unordung ordinariamministazione
sabato, 07 marzo 2009

Demolizioni


Dici che moriremo tutti affogati, dici che comunque non piove da giorni, dici che questi orologi digitali ci hanno rovinato la vita, a scandire i minuti, i secondi, in modo così capillare. Dici che se ci colpirà il meteorite per qualche strano motivo si sentirà Thief e tu ti metterai d'impegno a finire tutto l'alcool presente in casa. E io probabilmente starò dormendo perché, per ragioni orscure quasi quanto quelle che generano musica durante un impatto, le persone come me dormono sempre durante gli eventi importanti.
Mi dici che non c'è più tempo e che hai la fine del mondo dentro e io sono ancora nell'ovatta della veglia, quei minuti prima del trauma giornaliero del risveglio. Ogni giorno una nascita diversa, ogni giorno la voglia di tornare dentro, in fondo, nel corridoio buio in cui tutto è possibile se lo si vuole.
E la verità è che il mondo è troppo crudele per giungere ad una fine: continueranno ad esserci canzoni sgradevoli e soprusi, non le pulizie stagionali dei meteoriti accompagnate da musica che adori. Possiamo fare progetti, sì, andare via, cercare cose importanti da fare e diventare Qualcuno, come se non fosse già sufficientemente oneroso essere Nessuno, possiamo prendere i nostri libri preferiti oggi, aprirne uno a caso in una pagina a caso e da qualche strambo acronimo decidere la città in cui trasferirci. Possiamo fare tutto questo e tanto altro, per sfuggire alla nostra fine del mondo, per evitare di affogare nei conflitti emozionali, per non essere vittime della desertificazione dell'anima. Già, possiamo, potremmo davvero farlo, davvero. E' questo che ti dico mentre mi giro sul lato sinistro, il mio preferito per abbandonarmi alle calde viscere del sonno e tu esci e non torni mai più. E il tuo mondo è finito dietro quella porta, schiacciato da un soffitto di umide quanto inutili speranze.
words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 12:50 | link | commenti (5)
ordung/unordung girovita-dafne
domenica, 01 marzo 2009

Le ragioni superiori

Per nessun motivo, forse. Perché è impossibile incasellare i casi della vita nel nostro sistema logico deduttivo. Perché quello che succede a volte prescinde il comune senso del pudore, della morale, della continuità e della coerenza. Perché un giorno sulle scale, con l'affanno le è venuto da pensare a te. E perché ci sono delle ragioni superiori riassunte in due, tre, al massimo quattro parole che non si farà comunque in tempo ad esplicare prima di aprire gli occhi e continuare a vivere, morendo dentro, di una morte insapore.
words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 18:21 | link | commenti (5)
ordung/unordung suicide medicine