[CREDEVO FOSSE DIO, INVECE ERA UNA TAC]

THE BIG CHIEF

Utente: FrancesGlass

"Facevi risorgere i binari morti
e ricucivi i polsi a tutti"
(Le Luci della Centrale Elettrica)

"Almeno lascia che un'estrema tenerezza
Copra l'allontanarsi
Dei tuoi passi."
(Majakovskij)

NINNOLI

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Scamarcio Contest 2007
Kerouac ci fa una... :P
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Dai, non sei il solo

in *loading* ci sono già passati

giovedì, 30 ottobre 2008

Blue October

Esistono persone al mondo, poche per fortuna, che credono di poter barattare un'intera via crucis con una semplice stretta di mano o una visita al museo. E che si aprofittano della vostra confusione per passare un colpo di spugna su un milione di frasi e miliardi di parole d'amore.
(A. Pazienza)

Ottobre feroce, spietato, disumano, militante.
Ottobre che soffre e si piega su se stesso e si domanda quando, come, con che passo, si arriverà alla fine.
Ottobre.
Ottrobe che lascia ferite e ne medica altre.
E' come ogni anno, ottobre. E' sempre lo stesso, ottobre, ma fa sempre finta di non riconoscersi.
Porta via qualcosa, sbarra strade e abbassa passaggi a livelli.
Ottobre che non ha paura della distruzione. Dell'istinto nichilista di tendere infinitamente al vuoto.
Eccolo ottobre. Feroce, spietato, disumano, militante.
Prepara i bagagli e va via. E le sue spalle larghe sono tranquillizzanti.
I suoi occhi blu, tristi, deposito di incertezze, celati dietro lenti nere e patine di lacrime incrostate.
words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 19:42 | link | commenti (5)
ordung/unordung inner-eye
sabato, 18 ottobre 2008

Non è niente

Guarire un po'
Sognare un po'
Amare un po'
Fallire un po'
Far male un po'
Mentirsi e poi
Tornare a sfamarsi un po'


A dire la verità, ti ho trovato poco simpatico fin dall’inizio. Forse per quel sorriso sghembo, alla Zanardi, per quelli occhietti piccoli e furbi.
 Davvero ti ho trovato poco simpatico quando incedevi nel leccarmi le orecchie cercando di darmi tutto il piacere del quale eri convinto che avessi bisogno, e anche quando incespicando tra zip e bottoni mi denudavi furiosamente.
Ti ho trovato poco simpatico quando m’hai detto che mi amavi perché l’hai detto veramente, l’hai detto con quel sorriso sghembo, sgranando gli occhi e accarezzandomi il profilo sinistro che è il mio profilo più brutto.
Ti ho trovato così poco simpatico, infine, quando ti sei addormentato tra le mie braccia, avvoltolato in posizione fetale, davanti a quell’improponibile film fantasy per bambini, poco simpatico e troppo tenero che quasi il cuore non mi esplodeva in petto, una detonazione che il mio respiro pesante avrebbe cercato di coprire usando la scusa dei danni cardiocircolatori prodotti dal fumo. Non è niente, è solo amore che passa e taglia, passa e lascia solchi, passa.
Passa.
L’unica cosa simpatica che tu abbia mai detto è stata “Allora ciao” quando l’amore era passato, le notti insieme finite, niente più film fantasy, le carezze annegate nel dimenticatoio, e i sospiri accantonati in un angolo a prendere polvere insieme al nostro cipiglio nel discutere per qualsiasi amenità. Quant’è misera la vita insieme, quando si perde anche il gusto di litigare.
“Allora ciao”. Mentre cercavo di cucinare.
“Allora ciao”. Mentre continuavo a darti le spalle, un pezzo della mia vita che si coceva insieme al sugo di pomodori ed un sorriso che mi si apriva in viso, il sorriso amaro di quando si riconosce che tutto sta andando come deve andare.
“Allora ciao”.
Ore 16.17. Si chiude la porta, come lamentandosi, e io fisso una formica che trasporta una briciola nella tana. Piango per un attimo, ma non è niente. È solo amore.
words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 17:55 | link | commenti (3)
ordung/unordung girovita-dafne
martedì, 14 ottobre 2008

Circonvoluzioni sugli allori

Il mio professore di Statistica ha parlato per due ore, bencentoventiminuti, di persone smaciullate per via di proiettili che sono di un millimetro troppo grandi (o troppo piccoli) e che questo sia prevedibile per il 5% dei casi con una tolleranza di +/- 1mm.
La  mozzarella ha deciso di divorziare in modo scellerato dalla pizza che era il mio pranzo, preferendo un netto schianto contro il suolo piuttosto che finire nel mio stomaco che, a quel punto, si contorceva per fame, nervoso e raccapriccio per la lezione di cui sopra.
La mia più autorevole collega di corso è Roberta Sparrow, ma solo a livello estetico. Per il resto è una pensionata qualunque che ha scelto l'Università, al posto dell'Ufficio Postale, per trovare qualcuno con cui parlare dei suoi vari tumori e dei vecchi fidanzati deceduti nella Guerra Mondiale. La prima. Probabilmente per proiettili di misure errate.
Pensavo a questo, mentre aspettavo che mi venissero a prendere, davanti all'area del Circo Orfei. E quell'odore, bé, quell'odore non poteva che suggerirmi che l'ambiente nel quale devo sguazzare per fare anch'io delle stupide foto con la corona d'alloro può essere descritto usando una semplice, biologica parola. Quella che, dopo cazzo, sono solita inserire nel 99% dei discorsi con una tolleranza di errore di +/-0.5. Quella parola che in famiglia si dice che ho troppo spesso in bocca, anche quando parlo di letteratura, e per la quale, alle volte, mi si chiama coprofila.
Esatto, la mia università, il mio umore all'università, le mie colleghe di università, il caffé all'università sono quella parola.

(ma poi un caffé un lungo guarisce questi maldestri bollori, eh)
words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 22:13 | link | commenti (4)
ordung/unordung ordinariamministazione
martedì, 07 ottobre 2008

Take me out, tonight

What would you think if I sang out of tune?

Siamo natura viva, con fragole e cioccolato tra i denti.
Siamo tutti i piaceri che riusciamo a concederci e quelli che ci ripromettiamo di inseguire, prossimamente.
Quell'ombra, allungata sotto i lampioni a basso consumo energetico, si allontana nuovamente.
Ogni sguardo equivale ad un massaggio cardiaco, ogni arrivederci è adrenalina dritta in testa, ogni passo che ci allontana dopamina che si diffonde dolcemente, coccolandomi, consolandomi, constringendomi a rendere più netto il contrasto tra le luci e le ombre delle nostre vite che sono zattere. Che sono crociere.
Che non abbiamo ancora ben capito dove attraccare, ché il porto più sicuro è quello tra le nostre braccia che s'incrociano.

words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 16:39 | link | commenti (3)
ordung/unordung inner-eye