[CREDEVO FOSSE DIO, INVECE ERA UNA TAC]

THE BIG CHIEF

Utente: FrancesGlass

"Facevi risorgere i binari morti
e ricucivi i polsi a tutti"
(Le Luci della Centrale Elettrica)

"Almeno lascia che un'estrema tenerezza
Copra l'allontanarsi
Dei tuoi passi."
(Majakovskij)

NINNOLI

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Scamarcio Contest 2007
Kerouac ci fa una... :P
Y-Awards (l'ennesimo contest truccato!)

Dai, non sei il solo

in *loading* ci sono già passati

mercoledì, 28 maggio 2008

Useless meditation

You were beautiful when I first saw your feathers and confectionery airs
like the earth it up and promised you the stars but you really didn’t care
I sang in exultation pulled the stops—you always looked a little bored
but I’m singing for the love of it
(Snow Is Gone - Josh Ritter)

Il buon tempo predispone di natura al gerundio ed al futuro volitivo, nonostante alcune speranze tentino di salvarsi invano salendo su una zattera precaria, nonostante l'umore si diverta ancora a giocare sull'altalena, nonostante sia difficile ammettere che la buona stagione stia venendo.
E'  il corso e ricorso delle stagioni che riesce a lasciarti comunque senza fiato, a coglierti di sorpresa nonostante proprio il susseguirsi delle stagioni sia stato uno dei primi argomenti alle scuole elementari, quei giorni in cui eri ancora convinta che cielo si scrivesse senza i (E alla fine, lo sapevi bene, non cambiava niente: lo avevi già visto migliaia di volte il cielo, con migliaia di sguardi diversi, non cambiava niente, non importava, se lo chiamavi come ti pareva). 
Illustrate il susseguirsi delle stagioni, ricordo solo, oltre a questa semplice consegna, il sole che disegnai con una rosa in bocca e il papillon, immagine alquanto insolita, per una come me, nata dov'è sempre estate e le altre stagioni stanno in un angolo ad aspettare come ragazzine troppo brutte per essere invitate a ballare dai coetanei. La immaginavo così, l'estate, come una lunga serata mondana, come qualcosa di visto e rivisto nei film patinati che piacevano a mia mamma. Tempo di decisioni importanti che necessitavano di abiti belli.
E ora. Ora che rialzo gli occhi al celo, quello che da ventun'anni riesco a vedere dalla mia strada, penso che i tempi più adatti per parlare delle cose importanti, oltre al passato remoto, siano appunto il gerundio e il futuro volitivo. Ed usarne altri equivarrebbe a negare di crederci, questa volta, in quello che sto facendo, in quello che sta succedendo, sotto questo cielo, mentre la stagione viene.

words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 17:03 | link | commenti (2)
ordung/unordung inner-eye
sabato, 24 maggio 2008

Punti di vita

Non siamo che un racconto raccontato da un idiota



L'ansia positiva, quella che si mette tra te e il sonno.
L'ansia che non è un campanello d'allarme, ma solo la stonata e allo stesso tempo accorata armonia di campane di giubilo.
L'ansia estiva di fare tutto e farlo nel minor tempo possibile e ascoltare musica e leggere tutti i libri del mondo e salutare tutti gli amici, i conoscenti, i nemici, gli incendiari ed anche i pompieri.
L'ansia che produce scariche elettriche nella colonna vertebrale e ti fa comporre il numero dela tua migliore amica a rotta di collo solo per dirle che ti manca da morire.
L'ansia mattutina di districarsi tra tutti i piaceri che è giunto il momento di non negarsi ulteriormente.
L'ansia che ben conosci, e che ultimamente si era fatta corteggiare. L'ansia, gli sbalzi di umore, i picchi verso l'alto, gli ascensori impazziti che ti conducono fino a dove qualsiasi sguardo umano non riesce ad arrivare.Tutto questo è tornato, tutto insieme ed era così atteso che decidi di dedicargli una sigaretta, la prima dopo giorni e giorni in cui persino respirare sembrava un'azione gravosa per l'animo.
words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 12:21 | link | commenti (14)
ordung/unordung inner-eye
giovedì, 22 maggio 2008

Noir

Un po' troppo insolito
Troppo poco sonico
Un po' troppo libero
Non mi piaci più!
(Laghisecchi)

Tu sei ancora quel Barbour, e quella Saab. Sei il tuo certificato di laurea in Giurisprudenza e, sì, sei anche il tuo libro mediocre che racconta di una vita mediocre in un pezzo di terra mediocre. Le tue parole lise sono i tuoi occhi, i luoghi comuni contro i quali fingi di infervorarti sono le lenti scure dei tuoi occhiali.
Tu la scuola paradigmatica ed io, io sono gambe che si allontanano, mani che continuano a scrivere, occhi che continuano a crederci. Tutto questo, in un attimo.
words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 14:54 | link | commenti (3)
ordung/unordung inner-eye
sabato, 17 maggio 2008

Girotondo

All'inizio era ansia, affanno, camminare a passo svelto su vialoni alberati, aspettare in stazione un treno che non si conosce, fumare una sigaretta dietro l'altra per far finta di avere qualcosa da fare. All'inizio era silenzio, sorrisi imbarazzati, sguardi di lato, elenchi scritti con grafie tondeggianti, pessime colazioni e attese lunghe almeno quando quei corridoi grigi di quei palazzoni grigi che andavano a confondersi col cielo altrettanto grigio. All'inizio era vino, chiacchiere e amenità, gli scarafaggi, il viagra agli anziani, la disoccupazione, la patologia dei ritardatari. All'inizio era un frullato di cose che non ricorderò mai se non relazionate le une alle altre, i passeggiatori da marciapiede e le mogli adultere e la fiducia nell'umanità e la fiducia nella vita.
Poi fu sopravvivenza alla vita stessa, al tempo, ai pranzi, ai libri e ai film. Poi fu sopravvivenza a loro stessi, alle scelte e alle parole e alle sillabe e alle lettere. E poi, poi fu solo incapacità di sintetizzare ulteriormente gli eventi, di dare un senso agli elenchi, alle classificazioni. E poi non mi fu dato di sapere altro.
words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 14:16 | link | commenti (2)
ordung/unordung girovita-dafne
mercoledì, 14 maggio 2008

Inaspettate dissolvenze

In alcuni casi, si riesce solo ad usare il passato remoto, scevro da qualsiasi sfumatura nostalgica.
Ma il passato remoto è un tempo triste, uggioso. Come il cielo oggi, mentre camminavo per strada e mi meravigliavo nuovamente per quella particolare incrinazione della voce in Blue Jay Way e nell'aria sentivo quell'odore stantio che avevo dimenticato, da quel pomeriggio in cui svoltai in una stradina sulla destra, a caso, e mi trovai davanti l'Isaacs e tutto sembrava bellissimo.
Un Maggio timido. Un Maggio sfacciato. Piove fuori, sull'asfalto deturpato da malumori estemporanei. Piove dentro, sui libri, sui fogli, sulle matite, sui sorrisi mentre fingo di non conoscere la traduzione di una canzone.
Solo il passato remoto resta asciutto, intatto, nella sua straziante bellezza.
words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 12:54 | link | commenti (6)
ordung/unordung inner-eye
giovedì, 08 maggio 2008

Bilanci

Il riflesso di te che vai via, frammentato tra le schegge di uno specchio rotto. Ed un cd che s'interrompe prima del ritornello della sua canzone preferita. Questo è quello che le dà il buongiorno ogni mattina, questo è quello che le basta per colmare quei vuoti che qualche volta, ma solo qualche volta, tornano a farsi sentire in tutta la loro assordante vacuità.
words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 20:39 | link | commenti (6)
ordung/unordung girovita-dafne
venerdì, 02 maggio 2008

Al binario 1

E' l'ultimo treno della notte quello che vedo allontanarsi mentre sfoglio un giornale, seduta tranquillamente su una panchina di marmo.
Ti ho salutato fingendomi rattristata, continuando a passarmi tra le mani la sfera bollente della violenza psicologica che mi diletto ad esercitare su di te. Avrei potuto sputarti in faccia tutte le parole reprorevoli che mi balenano per la mente ogni qualvolta mi capita di incrociare il tuo sguardo, per poi guardare la tua espressione di cieca disperazione dal finestrino della carrozza numero cinque. Ma sono stata bloccata dall'idea che quella violenza psicologica che ho coltivato con calma, come un bonsai, in tutto questo tempo, sarebbe stata coronata solo nel trattenere il fiato all'ultimo momento, salutando con la mano sinistra, mentre il tuo sguardo innamorato e triste si perdeva nel buio dello scompartimento.
Tu, misero, compassionevole, insignificante essere umano dal cuore pulsante, seduto al posto numero due, pensi ai momenti che abbiamo passato insieme con quell'insano atteggiamento di attesa per tutti i momenti a venire.
Tu su quel sedile blu, tra le mani il libro che t'ho regalato senza una ragione precisa, nelle orecchie la musica che, senza una ragione precisa, ti fa pensare a me.
Tu, innamorato, solo, su quel treno. L'ultimo treno della notte, quello che vedo andar via mentre sfoglio un giornale, seduta su una panchina di marmo, e accendo l'ennesima sigaretta che dedico al grande progetto di costruirti una disperazione a lunga scadenza.
words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 19:43 | link | commenti (7)
ordung/unordung girovita-dafne