[CREDEVO FOSSE DIO, INVECE ERA UNA TAC]

THE BIG CHIEF

Utente: FrancesGlass

"Facevi risorgere i binari morti
e ricucivi i polsi a tutti"
(Le Luci della Centrale Elettrica)

"Almeno lascia che un'estrema tenerezza
Copra l'allontanarsi
Dei tuoi passi."
(Majakovskij)

NINNOLI

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Scamarcio Contest 2007
Kerouac ci fa una... :P
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Dai, non sei il solo

in *loading* ci sono già passati

giovedì, 28 febbraio 2008

Accidents waiting to happen

 Nel corpo di mia sorella alberga un omaccione burbero e peloso.
Si chiama Mario, ha quarantacinque anni, dieci figli ed un ampio repertorio di smadonnamenti da eseguire mentre è alla guida. Da quando lo conosco, indossa una di quelle canottiere blu sdrucite e piene di macchie di sugo, l'eco dei magnificenti pranzi consumati di domenica in compagnia della sua famiglia, compresi i cugini di sedicesimo grado. Viene fuori al primo colpo di clacson fuori luogo, di qualcuno che ha evidentemente fretta di prendere i primi posti davanti al cancello della scuola dei figli. Peee. Ed ecco che la pelle lattea di mia sorella, i suoi capelli biondi, la sua serafica espressione nordeuropea sono sostituiti subitaneamente da due chili di peli ascellari che fuoriescono dalla canottiera e vanno a congiungersi e mescolarsi amabilmente con quelli sulle braccia. I capelli diventano neri, arricciati ed unti, la voce roca ed il labbro superiore s'increspa irreparabilmente in un'espressione di disprezzo per il mondo circostante.
Trovo Mario piuttosto simpatico, sarà per il suo modo colorito di apostrofare le persone che sfilano sulle strisce pedonali, per il pathos teatrale con cui si gratta l'area oscura che giace sotto la pancia tonda che i pantaloni bordeaux di quella tuta anni 70 non riescono a contenere, sarà per quella particolare melodia olfattiva emanata dal suo imponente corpo ove è facile rintracciare note di nicotina stantia e di sudore decennale.
Il punto è che Mario ha sempre poco tempo da dedicarmi: arriva, inveisce contro gli automobilisti che ignorano le più basilari regole del codice stradale, civile e morale, conduce l'auto fino al più vicino parcheggio o fino all'imbocco della tangenziale e poi svanisce, lasciando a mia sorella lo spazio per riemergere mentre canticchia una melodia rilassata. Eppure mi piacerebbe invitarlo a pranzo, Mario, chiedergli che cosa pensa della tv, della politica, chiedergli come si trova a vivere lì, nel corpo di una trentenne che, al massimo, ogni tanto, gli concede di guidare la sua auto per qualche chilometro.
words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 14:52 | link | commenti (14)
ordung/unordung ordinariamministazione
venerdì, 22 febbraio 2008

The day I was an insect

Quella rosa, sui gradini dai contorni smussati dal tempo, rimarrà lì a godere del tepore del sole, del rigenerante fresco della notte e della leggerezza della pioggia. I petali di quella rosa, attaccati alle suole delle scarpe dei ragazzini che siamo stati. Quella rosa da venti centesimi, due centesimi per petalo, ce l'avevo tra le mani, a due passi dal porto e poi, mentre Aristotele e Nietzsche e Hume e filosofi di strada ai quali ho dimenticato di chiedere il nome mi riempivano la testa con frasi sospese a metà, ecco proprio in quel momento, l'ho posata e lì è rimasta per sempre.
Tutto si è mescolato, le risate, i discorsi impossibili su vite improbabili, i pigiami sdruciti, a quel bicchiere rovesciato per terra.
E quella rosa resta lì, mentre il treno scivola leggiadro sui binari che, da oggi, porteranno sempre alla medesima meta.

words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 19:46 | link | commenti (6)
ordung/unordung girovita-dafne
domenica, 17 febbraio 2008

Domenica a pranzo

Oggi è domenica e di domenica mia madre è solita invitare per pranzo mio fratello assieme alla sua ragazza, come per convincersi che il suo piccolo non sia mai andato via dal nido, come per annusargli sulla pelle ancora l’odore del suo latte.

Oggi è domenica e di domenica sono solita rimanere girata, per tutta la durata del pranzo, verso lo schermo della tv, fingendo interesse per quelle inenarrabili amenità che passano quotidianamente su Mtv. E poi quelli che vengono concepiti come racconti, nella mia mente piccola e limitata, diventano versi, parole che si rincorrono a perdifiato, ma che non riescono comunque a costituire un discorso, un periodo sensato, come se bici, gare, colesterolo, il governo appena caduto, il governo da ricostruire, le gravidanze indesiderate, i gay, i gerani sul balcone, l’edera che nasconde il giardino nel quale giocavo e parlavo parlavo col mio amico immaginario, l’edera che sola ascoltava i deliri infantili, l’edera che oscurava a mia madre i miei baci tredicenni, ecco, sì, anche tutti i baci che ho dato, i letti che ho riscaldato, le menti che ho sporcato, il freddo e il caldo, l’inverno e l’estate, quell’inarrestabile ciclo di amici che prima lo sono e poi non lo sono più, le tue labbra appuntite, le tue labbra carnose, i tuoi occhi grandi, i tuoi occhi a mandorla, i tuoi  occhi neri, i tuoi occhi verdi, il lasciarsi rincorrere da qualcuno mentre si rincorre qualcun altro, tutte le parole dette da persone ormai morte, tutte le parole dette da persone che moriranno, ecco, la domenica a pranzo è come se tutte queste cose che sono la mia vita, la loro vita e lo strappo dal quale si intravede la vita di qualcun altro, è come se tutte queste cose iniziassero a non avere più un significato preciso, è come se iniziassero a dissolversi nel vortice del mio respiro che si fa sempre spudoratamente più regolare, mentre mi assopisco sul divano, la domenica, all’ora di pranzo. Mio fratello suona alla porta, ma sarà qualcun altro ad aprirgli.

words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 12:05 | link | commenti (10)
ordung/unordung girovita-dafne
sabato, 09 febbraio 2008

Habemus Papam

In occassione della lungimirante azione di salvataggio blog, proposta da Gambette&co., la sottoscritta ha deciso di scovare un blog di cultura.
Ordunque, tra varie e disperate ricerche, mi si è palesato sullo schermo codesto universo

http://apologiadelcristianesimo.splinder.com/

La cosa che mi ha colpita è stata la presentazione degli autori:

Siamo un gruppo di amici cristiani cattolici, studiosi della Parola di Dio. Il nostro impegno è quello di confutare le false dottrine. Tel. 3385284036 - 3397680543.

E, dopo aver visto la profondità e l'accanimento di questi uomini di fede, ve lo giuro, mi è veramente venuta voglia di telefonar loro, per fare due chiacchiere, proprio come sognava di fare il Giovane Holden con gli autori dei suoi libri preferiti. Per discutere di aborti, sesso promiscuo, immacolate concezioni e tutti quelli erotici argomenti che i cristiani trattano in un modo sempre aperto e totalmente privo di ogni qualsivoglia tabù.
E se per caso ve lo state chiedendo, sì, le immaginette sacre le ho salvate tutte. Tutte.

words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 20:30 | link | commenti (23)
ordung/unordung y-awards
giovedì, 07 febbraio 2008

Che cosa nascondi in tasca?

L'acqua scroscia, insolente, sulla strada sconnessa.
Tu stai dentro, a perderti e ritrovarti in azioni logore e pensieri stupidi.
Le pagine si sovrappongono ed ecco che sei di nuovo fuori, ad ascoltare i soliti discorsi stanchi sulle angosce mediocri dell'uomo medio. Ti accorgi di usare troppe volte l'accoppiata nome-aggettivo per riempire osservazioni sulle quali, in realtà, non investi la benché minima attenzione.
Rieccoti dentro. Con la musica alta, volta a coprire le urla delle tue insoddisfazioni, spiegazzate, schiacciate nel fondo del cassetto che cerchi di non aprire mai, se non in caso di necessità.
La stessa logica che ti spinge a stare dentro piuttosto che fuori.
La stessa logica che, il più delle volte, ti porta a tacere.
Perché a volte è impossibile definire una priorità tra i pensieri ed è per questo che si finisce per parlare e scrivere e ascoltare le cose più stupide.

words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 21:57 | link | commenti (4)
ordung/unordung inner-eye
domenica, 03 febbraio 2008

La domenica ispira sempre pensieri malvagi

Sul gorgogliante treno regionale, coi capelli trafitti dai raggi solari fintoinvernali, le due si strinsero la mano, come per marchiare con ceralacca scarlatta il loro patto segreto.
E, arrivate a destinazione, si confusero tra la gente, che incosciente e trafelata, non potè notare i loro scaltri sorrisi.
words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 12:24 | link | commenti (11)
ordung/unordung bloggertour