[CREDEVO FOSSE DIO, INVECE ERA UNA TAC]

THE BIG CHIEF

Utente: FrancesGlass

"Facevi risorgere i binari morti
e ricucivi i polsi a tutti"
(Le Luci della Centrale Elettrica)

"Almeno lascia che un'estrema tenerezza
Copra l'allontanarsi
Dei tuoi passi."
(Majakovskij)

NINNOLI

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Scamarcio Contest 2007
Kerouac ci fa una... :P
Y-Awards (l'ennesimo contest truccato!)

Dai, non sei il solo

in *loading* ci sono già passati

sabato, 29 dicembre 2007

Rivoltando la pattumiera, ho trovato un'ambizione!

Proprio quando la Teoria dell'Evoluzione di Darwin si trasforma in Teoria dell'Ovulazione, realizzo di aver studiato abbastanza. Almeno per oggi.
Non fraintendetemi, eh, mica mi lamento. Le più grandi teorie vengono fuori da improbabili lapsus, al giorno d'oggi. Ora che ho l'argomento, non mi resta che rifletterci un pò su.
words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 11:51 | link | commenti (1)
ordung/unordung human happiness
domenica, 23 dicembre 2007

There is a light and it never goes out

La vita non è una tragedia in primo piano,
ma una commedia in campo lungo.
(C. Chaplin)

Sono sempre stata un essere antitetico al Natale, forse è una questione genetica, forse una disfunzione totalmente personale: non riesco a divertirmi e a gustarmi le feste come sembra fare la maggior parte della gente che conosco, per non considerare il fatto che qualsiasi mio brutto pensiero viene, in questo periodo, accentuato ed enfatizzato dalle luminarie natalizie, dai pacchi regalo infiocchettati che giacciono sotto il presepino improvvisato di mia madre, dai parenti semisconosciuti che, proprio a dicembre, ti chiamano come per sincerarsi che tu sia ancora vivo ed in salute per arrivare al prossimo Natale e ricevere quindi i loro rinnovati sinceri auguri per delle feste serene.
Insomma non sono sicura che l'espressione "pesce fuor d'acqua" possa descrivere la mia situazione in questo particolare periodo di fine anno, ma credo che di sicuro sia quella che ci vada più vicina. Secondo alcune correnti di pensiero, Gesù Cristo è nato a giugno, ma credo che come stagione fosse poco indicata per festeggiare, d'altronde a me che a volte stento a credere persino in me stessa, figuariamoci cosa mi possa importare del compleanno di qualcuno in cui non credo e non parlo in senso storico, ma strettamente spirituale. Per quanto mi riguarda, si potrebbe festeggiare la nascita di Orwell o di Charlie Chaplin, ecco la storia di quest'ultimo sarebbe sufficientemente triste da mandare in sollucchero tutto il mondo occidentale. Eppure, io che mi emozionavo più con Il Monello che con la storica famiglia di Betlemme, ancora stento a ricordare quando sia nato Sir Charles Spencer. Qualcuno che ha avuto modo di saggiare più approfonditamente le mie manie, si stupirà forse del mio aver ignorato totalmente coloro che credevano di essere addirittura più conosciuti di Gesù Cristo, così conosciuti che non c'è neanche bisogno di nominarli, ma purtroppo sono quattro e non me la sento di scegliere il compleanno di uno di loro, eslcudendo gli altri tre, come mio personale riferimento.
Ma parlavamo delle feste natalizie con le quali tutti i signori poc'anzi nominati hanno poco o niente a che vedere. Insomma, sono la versione mediterranea del Grinch: totalmente inadeguata ad accogliere gli ospiti per Natale, totalmente incapace di apprezzare gli auguri del 25 dicembre. Prendiamo il cenone di Natale, non ho mai capito quale sia l'argomento più adeguato intorno al quale chiacchierare: se parlo di politica mia madre è lì a bacchettarmi "Dai, Frances, cambiamo argomento, almeno oggi!", se intraprendo qualche recensione musicale interviene mio padre guardandomi basito come per incitarmi a scegliere qualcosa di più accessibile e se, alla fine, decido di tacere tutti notano che tendo a starmene per i fatti miei, snobbando qualsiasi conversazione familiare. Insomma, preferirei avere un prontuario di cose da dire adeguate ad una cena del genere, preferirei essere di buona forchetta per avere l'appetito necessario a riversarmi sul cibo ed ovviare a qualsiasi problema comunicativo.
Per farla breve, ci sono un certo numero di situazioni che mi portano a detestare. No, detestare è sicuramente esagerato. Dicevo, che mi portano a non apprezzare il Natale e che mi fanno quindi preferire di gran lunga la notte di San Silvestro. Sarà che il rito pagano di lasciarsi alle spalle un anno appena passato mi emoziona a tal punto da non poter fare a meno di scegliere, ogni volta, un modo diverso di festeggiare questa fine. Sarà che la mia corazza non è poi così dura come potrebbe sembrare.
Dopodomani è Natale; mia sorella è partita in terra di Svezia, con prole e coniuge al seguito, nella città che la vide nascere; un tot di altre persone che avrei voluto salutare sono via per motivi vari ed eventuali ed io. Io sono qui a sfregarmi le mani perché a Natale fa sempre più freddo. Ascolto un pò di musica, guardo un film, cerco di uscirne indenne. Anche quest'anno.

[Dimenticavo, Buon Natale a tutti voi, per quanto possano valere i miei auguri!]

words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 19:54 | link | commenti (11)
ordung/unordung ordinariamministazione
mercoledì, 19 dicembre 2007

Il dolce retrogusto

Di nascita sono di religione ebraica,
ma poi mi sono convertito al Narcisismo.
(W. Allen)

 

Certi giorni la vita scorre a velocità rallentata, per poi recuperare il tempo perso in attimi di fuoco in cui dimentico di pettinarmi, di mangiare e persino di respirare.
Infine torno a casa, accendo la mia quotidiana sigaretta, mi contemplo le zampe inferiori, affaticate e lamentose e mi attorciglio una ciocca di capelli intorno all'indice sinistro della zampa superiore. E la lascio andare. E poi la riattorciglio. Ed ecco che lo scorrere del tempo ritorna ad essere lento. Lentissimo. Sopportabile.

 

 

 

 

words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 19:52 | link | commenti (4)
ordung/unordung ordinariamministazione
sabato, 15 dicembre 2007

With Love and Squalor

Nella libreria dove conservo i libri che meno mi sono piaciuti, all'ultimo ripiano, nella scatola di scarpe adibita a cloaca di ricordi che per un periodo ho avuto la presunzione di voler dimenticare, sotto una montagnola di post-it spiegazzati e chincaglierie di vario genere, c'è un libro. A pagina 107, c'è una foto usata a mò di segnalibro durante la terza rilettura. E' una foto sfocata, di quelle che appena sviluppate si ritengono poco significative. Ho la testa girata per tre quarti, sono seduta in mezzo a gente che conosco poco ed esibisco un sorrisino timido o forse la sgranatura della foto non permette di distinguerlo bene dal resto del viso ed è solo il ricordo di quel momento a portarmi l'immagine alla mente.
Ogni volta che mi capita di ripescarla è come se la vedessi per la prima volta, come se, puntualmente, richiudendo quella scatola dimenticassi quel segnalibro che non ho mai il coraggio di spostare. Pagina 107, il racconto che preferisco tra i Nove. Quello che maggiormente mi ha fatto compagnia in pomeriggi di vuoto da riempire con fantasie di cera pongo.
Ed è con amore e squallore che scriverei a quel faccino indeciso sul da farsi, per dire che tutto va a rotoli, alle volte, ma che basta un pò d'impegno per recuperare qualcosa di buono dallo sfacelo, dargli una pulita e metterlo in bella vista affinché possa essere fonte di coraggio per i giorni a venire. Basta un pò d'impegno per non cadere nel dolce vortice del malumore.
Basta un pò d'impegno, è vero, ma alle volte sembra davvero un pò troppo.

words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 19:34 | link | commenti (2)
ordung/unordung inner-eye
giovedì, 13 dicembre 2007

Quel crudele andirivieni

They called here to tell me
that you're finally dying
through a veil of childish cries.
(Propagandhi)

I tuoi dolori,spinti dietro quattro mattoni ed uno strato di cemento.
I tuoi pianti, compressi in un quadrato 60x60.
Da questa parte, le persone che hai lasciato con l'amaro in bocca ed una foto solare che sembra vecchia di anni.
Dalla tua parte, niente probabilmente. O forse solo l'eco degli affetti, attutiti dal silenzio glaciale che avvolge te, i tuoi fiori e la vita dileguatasi dalle tue labbra.

words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 12:58 | link | commenti (3)
ordung/unordung inner-eye
giovedì, 06 dicembre 2007

Affittasi stakanovismo - chiamare ore pasti

Ventro freddo e capelli scompigliati.
Questa routine è sadica, l'orologio un boia e le lancette le sue sensuali aiutanti; i libri da studiare son sempre troppo grossi e il lavoro da sbrigare sempre troppo complicato.
Io ci rinuncio. Almeno durante questa pausa pranzo.
Quand'è che ho smesso di tifare per la cicala?

words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 12:50 | link | commenti (5)
ordung/unordung ordinariamministazione
domenica, 02 dicembre 2007

Shiny blues

I exist on the best terms I can.
The past is now part of my future,
The present is well out of hand.
(Joy Division)

La nostalgia raffinata di chiaccherate il cui ricordo è ormai liso.
Resta qui ancora un pò. Io ho il sonno sugli occhi e tu una voce così flebile, così sottile che sembra quasi tagliente.
E basta riascoltare una canzone per spedire nel futuro, adeguatamente impacchettate, le tristezze di oggi. Le riapriremo, forse, quando avremo delusioni più grandi alle quali badare: maneggiare le gommose amarezze dei nostri vent'anni sarà come riassaporare il dolce che preferivamo da bambini; sarà come affondare, per un attimo, la mano in un barattolo di colore ed estrarla mascherata di una giovinezza portata al largo dalla corrente di un fiume impetuoso; sarà come sentire di nuovo i rumori di mamma che, in cucina, ci prepara la colazione.
Riascolti quella canzone, ti mordicchi l'unghia del medio sinistro, passi in rassegna un pò di foto e abusi del ricordo di quelle immagini sfocate. Giorno dopo giorno. Affondi nel divano e ti stringi nelle spalle. I piccoli piaceri della vita.

words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 10:38 | link | commenti (3)
ordung/unordung inner-eye