[CREDEVO FOSSE DIO, INVECE ERA UNA TAC]

THE BIG CHIEF

Utente: FrancesGlass

"Facevi risorgere i binari morti
e ricucivi i polsi a tutti"
(Le Luci della Centrale Elettrica)

"Almeno lascia che un'estrema tenerezza
Copra l'allontanarsi
Dei tuoi passi."
(Majakovskij)

NINNOLI

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Scamarcio Contest 2007
Kerouac ci fa una... :P
Y-Awards (l'ennesimo contest truccato!)

Dai, non sei il solo

in *loading* ci sono già passati

domenica, 30 settembre 2007

Traumnovelle [mit dir/ohne dich]

It's on the tips of our tongues
But who'll be the first one to say it
I've said it too much in the past
So let's just have fun and delay it

L'altra notte ero chiusa in camera e l'assassino era in fondo al corridoio e brandiva un coltello dall'impugnatura fucsia. Sento i suoi passi, il suo respiro pesante, la scia del suo calore corporeo permanente per dieci miei sospiri trattenuti.
L'altra notte ero nell'area parcheggio del mall e, armata di monetine, in compagnia di gente un pò attempata, mi davo alla pacifica manifestazione, liberando centinaia di carrelli. E visti dall'altro sembrano più disperati di noi, schiavi, sospinti dal vento; mi sembra di aver fatto la stessa cosa centinaia di altre volte.
L'altra notte ero davanti allo schermo della tv, con lo sguardo nel vuoto e la schiena ricurva, ascoltando discorsi inutili mentre gli occhi che bruciavano lasciavano ampio spazio all'immaginazione per la ricostruzione delle immagini. Invecchiare in poche ore e tornare bambini in pochi minuti, l'oblio dell'insonnia e le paranoie della narcolessia.
L'altra notte ero anche con te, al buio, mi sfioravi mentre dormivo. Non mi impauriva. Tiravo fuori qualche parola insensata e aspettavo silenziosamente che mi baciassi. Eri lì, ma il sole, filtrando dalle persiane, ti ha fatto tornare alle tue quotidiane attività, facendoti dimenticare quei pochi attimi in cui hai catalizzato la mia attività onirica.

Ogni notte, decine di sogni. Ogni sogno, un trauma.
Ogni trauma, una voglia incontenibile di ricominciare da capo, ogni giorno.


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 12:27 | link | commenti (3)
ordung/unordung inner-eye
giovedì, 27 settembre 2007

Scommetto che le sorelle Bouvier hanno un debole per Julio Iglesias


Mi viene in mente che tutti i vantaggi dell'essere donna ed avere una sorella con la quale si condivide gran parte delle proprie gioie e dei conseguenti dolori (ebbene sì, questa è la grammatica della felicità: prima il dolce, poi l'amaro!) siano ben riassumibili da quell' impareggiabile esempio di femminilità ed elegante complicità rappresentato da Patty e Selma Bouvier.
Femminili. Proprio così.
Peli lunghi ed incolti sulle gambe ed i piedi a mollo nell'acqua e sale davanti alla tv.
Elegantemente complici, ma soprattutto di gran classe. Charme gusto nicotina.
Se io e mia sorella dovessimo scegliere una coppia di donne alla quale rapportarci, non avremmo dubbi: la nostra scelta ricadrebbe senza dubbio su di loro.  O meglio, la mia scelta. Ma anche mia sorella, opportunamente narcotizzata, non opporrebbe poi tanta resistenza.
Ci manca giusto un Homer sul quale riversare tutti i nostri rancori verso il genere maschile (Marge insegna “Se sei una donna, puoi serbare rancore”).
E probabilmente dovremmo smettere di depilarci e di snobbare le peggiori soap argentine e tutto, dico TUTTO, sarebbe perfetto.
E invece spendiamo ancora soldi in cerette e cure estetiche, soldi che potrebbero essere investiti in gioiosi pacchetti di Merit.
E ci dedichiamo allo svolgimento di test d’ammissione che meriterebbero d’essere svolti in piedi.
E ancora non abbiamo trovato un essere ruttante da maltrattare.
Che ci sia concesso ancora qualche mese: ci stiamo lavorando su.

words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 12:06 | link | commenti (4)
ordung/unordung human happiness
giovedì, 20 settembre 2007

While I'm still Alive

E quanto mi piace –scriveva lui, tra il disperato ed il fiero- trattar la gente come carne da macello: farti ubriacare solo per averti più stupida, per dimenticare l’espressione profonda di occhi grandi e severi.

Quanto mi piace –continuava, come affetto da una strana malattia chiamata “franchezza”- vederti sciatta e spettinata, quando ti riaccompagno a casa: farti perdere valore proprio nel momento in cui ti sfioro. E non ascoltare la musica che mi consigli ed ignorare i libri che mi regali e prendere con poca serietà ciò che mi racconti.
Mi convinco che tu sia solo uno di quei tanti puntini neri che diventano sempre più piccoli mentre mi allontano.

Tu, insignificante. Inutile. Vuota.

E mi piace convincermi di cose che non esistono.

Inutile. Insignificante. Vuoto. Io.
Ti rimarrò addosso, come il sangue raffermo intorno alle tue rosse labbra violate.

E poi niente.

Silenzio. O forse il clacson di qualche auto che rallenta alla vista di un corpo penzolante dal balcone del sesto piano.

words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 12:45 | link | commenti (8)
ordung/unordung suicide medicine
sabato, 15 settembre 2007

FrancesGlass feat. Technology

Quando ormai avevo quasi deciso di staccare la spina del mio router, per salvarlo da inutili sofferenze e da rudi interventi chirurgici ad opera di mio fratello; quando il consiglio del caro TheLegs sembrava veramente l'unica soluzione possibile, ma la brina nel mio frigo rallentava un pò la connessione; quando tutto sembrava perduto e i ricordi di serate passate insieme (io febbricitante e lui, con le sue lucine ammiccanti, che mi guardava dalla scrivania) erano ormai avvolti da un fumo denso e puzzolente; bene, quando insomma ci eravamo decisi a rimpiazzarlo, il modem di casa Glass è rinsavito, lampeggiando, pimpante come non mai.
Son tornata, ordunque corro in cucina a rimpinzarmi di dolciumi per la soddisfazione.

words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 19:47 | link | commenti (16)
ordung/unordung ordinariamministazione
mercoledì, 12 settembre 2007

FrancesGlass vs. Technology

Il temporale dell'altro giorno mi ha fottuto il modem, il pc d'ufficio ed anche un pò il cervello.
Assenza obbligata: ci vediamo appena la tecnologia smetterà di ribellarmisi!

words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 17:13 | link | commenti (5)
ordung/unordung ordinariamministazione
lunedì, 03 settembre 2007

Ti rendo i tuoi lustrini

Dear you,
se il lunedì il caldo è più insopportabile che nel weekend; se i clienti son stati tutti piuttosto pacati e non è stato quindi possibile sfogare con loro il nervoso per una schiena che fa male; se il cane del vicino questa mattina era al suo posto nel suo recinto, allora, devo ammetterlo, non resti che te.
Per quello che sei e per quello che rappresenti e anche perché, pur di dare un senso di freddezza alle frasi che scrivi, abusi dei punti fermi.
Ecco.
Perché oggi ne parlo.
Di te.
Ora dimmi, non è un tantino irritante leggere le frasi spezzate?
Ma andiamo avanti, non mi piace indugiare sulle altrui idiosincrasie. Preferisco di gran lunga disquisire dei vizi e degli sfizi dell'umanità.
Sei lì che posi, trattenendo il respiro, distendendo al massimo l'espressione del viso, sfoggiando sempre e solo il medesimo profilo. Anelando ad apparire come una di quelle Barbie che, per tua fortuna, non t'hanno allietato l'infanzia. Tant'è.
Rimpiango i tempi in cui quel tipo di malattia che ti trascini si rinchiudeva nella misantropia, piuttosto che cedere al mero esibizionismo da macelleria.
Rispetto al tuo costolame, Laura Palmer nel domopack era gioiosa e ricca di vita.
Il cattivo gusto è l'ingrediente tipico del mio fastidio, ma s'addolcisce con un pò di buona musica, un pò di caramello e la triste idea di te che studi nuove angolazioni ossee.

[Picture by Peanut Leather]

words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 19:01 | link | commenti (9)
ordung/unordung ordinariamministazione