[CREDEVO FOSSE DIO, INVECE ERA UNA TAC]

THE BIG CHIEF

Utente: FrancesGlass

"Facevi risorgere i binari morti
e ricucivi i polsi a tutti"
(Le Luci della Centrale Elettrica)

"Almeno lascia che un'estrema tenerezza
Copra l'allontanarsi
Dei tuoi passi."
(Majakovskij)

NINNOLI

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Scamarcio Contest 2007
Kerouac ci fa una... :P
Y-Awards (l'ennesimo contest truccato!)

Dai, non sei il solo

in *loading* ci sono già passati

martedì, 30 gennaio 2007

Suicide Medicine - How it takes me down

E' stata per tanto tempo nella mia campana di cd, questa canzone. L'avevo esiliata dalle zone limitrofe allo stereo. L'avevo messa da parte perché graffia, perché mi fa puntualmente sanguinare.
Poi, oggi, facendo finta di non ricordare perché non l'ascoltavo da tanto tempo, l'ho messa nella playlist del lettore e mi ha sorpresa al ritorno dal lavoro mentre, in bici, pensavo a Les Mistons di Truffaut.
Fa male. Sempre. E' un dolore liberatorio e inquietante al tempo stesso. Non solo perché Rocky Votolato ha una voce apparentemente così comune, eppure così eccezionalmente adatta a quei pezzi. Non solo perché ci sono di mezzo amore, suicidi, foto e piccoli nidi. Non solo perché mi ritrovo ad ascoltarla inevitabilmente col più nero degli umori a mia disposizione.
Tutto è perfetto. E' un'estensione del mio dolore, lo amplifica pur spersonalizzandolo. Mi ritrovo, narcotizzata, ad ascoltarla di seguito per un pò di volte, fino a quando ricordo ogni singola parola, colgo ogni sfumatura e mi lascio trasportare giù, laddove giacciono le sensazioni più spiacevoli.

[...E'il filo rosso o quello blu? Semplicemente prendine uno e taglialo, non ha importanza, vero? Non posso controllare quando la bomba esploderà. Oh dio, ti amo, intendo per sempre. Lascio il mio corpo dietro per rompere le novità. Sembra che sia finito, per piacere ricorda tutto ciò che non ho avuto occasione di dirti. Come sembravi scontroso nella tua foto di quarta elementare, l'unica che appendemmo dietro la porta della nostra casa, così bella.
Questa medicazione ti provoca del mal di stomaco, prendila con dei crackers o con un piccolo pasto, capiamo che non manderà a monte la cura e se la compri ti prometti che amerai il modo in cui ti fa sentire...]

words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 14:24 | link | commenti (5)
ordung/unordung inner-eye

Dear, can't you see it's them it's not me?

"Non esiste un ascensore per la felicità, bisogna prendere le scale", questa massima, appesa nella sala d'attesa, fece pensare al giovane, insoddisfatto della propria esistenza, che cinquanta euro a seduta per raggiungere un equlibrio interiore erano forse sprecati, visto e considerato l'itinerario obbligatorio che lo aspettava.
Rientrando nel museo delle proprie emozioni, aggiunse l'ennesimo souvenir di un rapporto andato a male su quelli scaffali impolverati. Lo stomaco faceva male, eppure il giovane non voleva fare altro che raggiungere il tuo appartamento.
Era troppo triste. Era questo?

words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 12:40 | link | commenti (2)
ordung/unordung human happiness
lunedì, 29 gennaio 2007

For No One - Cappuccetto rosso è vittima di se stessa

Con la ferma convinzione che quelle quattro righe esprimevano alla perfezione ciò che mezz'ora davanti al cursore lampeggiante di Word non le aveva portato alla mente, la ragazzina si allontanò dai pensieri più amari, ammonendo la parte del cervello che continuava, stupidamente, a ripercorrere determinati sentieri logico-emozionali.
Eppure, non era la serata per melodie spensierate, quella.
Ecco perché, di soppiatto, nella stanza entrò Baudelaire che, mettendosi comodo vicino alla stufa, iniziò a raccontare qualcosa su una donna chiamata Marie Daubrun.
Addentrandosi tra le ragnatele di quel cervello, la ragazzina avrebbe sicuramente scoperto un tot di cose che i libri canonici non raccontavano. Ma al cospetto del Lupo, che, andando su è giù per la stanza, continuava a ravvivarsi il pelo delle zampe anteriori, il caro vecchio Charles perdeva un bel pò di fascino.
Ecco perché si zittì di botto.
Ecco perché furono gli occhi verdi del lupo a diventare protagonisti indiscussi di una lunga ed allucinogena conversazione notturna. Difficile da riportare, così com'è difficile anche solo cercare di condensare, tra costrizioni sintattiche e grammaticali, l'insieme delle sensazioni che attraversavano la pancia della ragazzina, mentre il lupo parlava in un flusso continuo, stringendo in mano quella mantellina rossa un pò retrò.
I finali proposti per quella serata, che definire deprimente sarebbe riduttivo, erano numerosi. La giuria fece una selezione accurata e restrinse la scelta a tre opzioni
- uscita di scena di Baudelaire, spaghettata tra il Lupo e la ragazzina
- uscita di scena del Lupo, con Baudelaire impegnato a scrivere l'ennesimo sms della serata
- uscita di scena della fanciulla che, rassegnata, va a dormire
Per questioni politiche e morali si optò per il terzo finale. Gli altri due furono cancellati senza remore.
Ecco perché la ragazzina, raccogliendo libri e matite, s'infilò in un pigiama troppo largo sulla sua esile figura. Si addormentò, pensando all'insostenibilità di un'ulteriore chiacchierata con il Lupo, se i presupposti fossero stati gli stessi; pensando a come rammendare la sua mantellina.

words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 20:48 | link | commenti
ordung/unordung inner-eye

Quando il freddo non perdona, e l'Università neanche.

Fammi sentire qualcosa che faccia del rumore
Fammi vedere qualcosa che abbia del colore

I coretti graziosi nelle canzoni degli Erode sono di sicuro un buon motivo per riprendere i libri in mano. Soprattuto se accompagnati da una genuina e così winter-style cioccolata calda.
(E poi il pensiero di sognare una scopata col professore, questa volta, proprio non mi alletta, contando il suo scarso, anzi del tutto inesistente, charme)

words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 16:46 | link | commenti (1)
ordung/unordung ordinariamministazione
domenica, 28 gennaio 2007

Controindicazioni di un cervello difettoso

Di mattina sono nervosa, almeno per i primi quindici minuti successivi alla tragedia del risveglio. Credo che quest'importantissima nota la si possa trovare nel libretto d'istruzioni a me allegato. Sono nervosa perché non esiste un motivo valido per allontanarmi dal mio mega-piumone, custode di dormite alcoliche, di momenti di scazzi inauditi, di letture in penombra per non svegliare quella mia parte di cervello già in fase REM. Sono nervosa perché in cucina troverò mia madre, tra i fornelli, che mi servirà del lattecaffé mentre l'odore di sugo al pomodoro ingentilisce l'ambiente...c'è qualcosa peggiore degli odori forti, appena sveglia? Certo che c'è: parlare al telefono, affogando tra gli odori forti, con gente che è già in piedi da un bel pò e ti parla del post-pranzo e/o della serata. Appena sveglia, soprattutto di domenica mattina, per me non esiste un futuro. Anzi, non esiste niente, oltre ai Ritornelli che, spensierati, franano nel mio tazzone colorato e ai Ramones che, cantando parole dettate da Tom Waits, mi ricordano che non voglio assolutamente crescere: come farò a giustificare, mettiamo, tra dieci anni questo mio sanissimo nervosismo mattutino? Il problema principale è che il mio nervosismo ha un decorso naturale di circa quindici minuti, ma se qualcosa (familiari, amiche, tecnologia, postini e cazzi vari) interferisce in questo lunghissimo quarto d'ora, bè, le conseguenze sono imprevedibili e i danni arrecati al mio e all'altrui umore d'ordinanza del tutto inestimabili.

Stiliamo un breve report della mattinata:


Non mi posso lamentare. La giornata si preannuncia tranquilla: ho un sacco da studiare (e lo si può ben capire dal calendario che mi guarda severo), fuori fa freddo, il pubblico ridanciano che è la mia famiglia continua a chiacchierare di là, il teleofono continua a squillare e tutto va male.

words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 12:08 | link | commenti (3)
ordung/unordung human happiness
venerdì, 26 gennaio 2007

La gente sta male - Morfeo Psicotico

Un locale cupo. Compagnia cupa.
Un esperto dell'opinione pubblica, nel bel mezzo dell'esibizione del gruppo spalla dei Meteors, ha sparato ad una cubista vestita di cuoio, che è stata riconosciuta solo più tardi come Loredana Lecciso. Poi è scappato via, rifugiandosi in un caffé, culla della bohème nostrana.
Io ho urlato un bel pò perché i miei lacci neri si erano accidentalmente imbevuti del sangue della vittima e i ventrité euro del biglietto andavano a farsi fottere per un omicidio del cazzo.
Poi, però, alla fine ci si sveglia sempre. Le mie scarpe erano pulite, la Lecciso esponeva i suoi labbroni gonfiati in tv e quell'esperto dell'opinione pubblica riceveva nel suo ufficio i lettori sconcertati dal suo ultimo libro.
Devo smetterla di fare sogni del genere, prima o poi.

words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 14:17 | link | commenti (4)
ordung/unordung ordinariamministazione
mercoledì, 24 gennaio 2007

Rantoli al vetriolo


Urla un pò più forte perché non sento più niente


Non mi propinare la solita solfa sulla vita che ti scorre davanti come un film, sulla luce in fondo al tunnel, sui sensi di colpa, sulle immagini d'infanzia. Fammi sentire l'odore del tuo dolore, mentre il sangue t'arranca nelle vene ed i sospiri stentati scandiscono il conto alla rovescia per la dipartita. Parlami della musica che ti mancherà e di quella che ti fa pensare di aver sbagliato tutto. Raccontami di Stendhal e della sua satira, conosci bene la mia impazienza. Le tue unghie sono probabilmente aggrappate a quelle lenzuola sterili, anonime. E so che quando metterò in pausa questa videocassetta, tu sarai di sicuro altrove. Non qui.


[picture from portraits-photo.org]



words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 18:51 | link | commenti (1)
ordung/unordung margini
martedì, 23 gennaio 2007

Mi son preso la briga e di certo il gusto...

Grazie TheLegs, grazie amico caro per avermi passato la patata bollente di questo gioco socializzante del quale ancora stento a cogliere il senso (e magari un senso non c'è..ehi, nessun riferimento a Vasco Rossi, che io odio deliberatamente!)

Allora devo andare a pagina 123 del primo libro che mi trovo davanti, saltare le prime cinque righe e trascrivere le tre successive. Bene. Il libro che mi ritrovo qui vicino è Understanding Media di Marshall McLuhan (uso il titolo originale, dato che si tratta del testo per l'esame che ho sostenuto ieri e voglio far vedere che ho studiato ;P...comunque se le righe che riporterò qui sotto vi faranno venire voglia di leggerlo, sappiate che potete trovare suddetto libro anche nelle peggiori librerie sotto il falso nome di Gli Strumenti del Comunicare, al modico prezzo di 10,80€...quando si dice "cultura di massa")

  1. Secondo Number: The Language of Science di Tobias Danzig, il
  2. progresso dal conto tattile sulle dita delle mani e dei piedi al "con-
  3. cetto omogeneo di numero che rese possibile la matematica" è il ri-

Ok, fatto...ora, siccome sono un'accanita fan di Marshall e spero che anche da defunto egli continui a vendere tante tante copie, vi lascio sulle spine ("è il ri-"????") invitandovi a correre in libreria per non privarvi di questo sollazzo.
Non faccio nomi (e neanche cognomi). Un pò perché sono tendenzialmente asociale e non saprei chi nominare ed un pò perchè ho il gusto di fare la guastafeste ed interrompere queste catene.

words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 12:35 | link | commenti
ordung/unordung ordinariamministazione
lunedì, 22 gennaio 2007

Let's do the time warp again

Le scopate col mio docente di sociologia, mandate in onda dal mio inconscio nell'attività onirica degli ultimi giorni, erano forse un modo simpatico per sottolineare la mia scarsa preparazione per l'esame di oggi?Si vedrà.
words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 08:54 | link | commenti (5)
ordung/unordung ordinariamministazione
sabato, 20 gennaio 2007

Between The Bars - Weird Interpretation

Drink up, baby, look at the stars.
I'll kiss you again
Between the bars,
Where i'm seeing you there,
With your hands in the air,
Waiting to finally be caught.
(Between The Bars - Elliott Smith)

Dietro tuo esplicito invito, bevo un'altra volta, riflettendo sulle cose che potrei fare, sul mio potenziale, offuscato dalle ombre delle persone che sono stata prima e che ora non voglio più intorno. Mi lascio dietro lo stress di questi giorni affannati, mentre mi faccio trasportare nella melma della tua anima. Bevo ancora e tu speri di farmi tua mentre mi ricordi tra i tavolini di quel bar, con le mani per aria. E mi prometti di tenermi separata dal resto, dove preferisci che io sia. Ma mi accorgo che le stesse identiche parole le ha cantate un pò di tempo fa Elliott Smith, mi accorgo che la scena sembra essersi bloccata in un sospiro che durerà forse per sempre.
Ognuno ha la responsabilità di prendersi cura di se stesso. Bevo ancora e guardo le stelle. Dove stiamo andando? ti chiedo. Non ci stiamo muovendo in realtà, mi rispondi. Mi accorgo che hai ragione, mi accorgo di essere ferma. La canzone è giunta al termine, e io non sono che all'inizio.

words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 17:51 | link | commenti
ordung/unordung inner-eye