
That crazy avenue of trees,
I'm living there still.
A volte, si hanno chiare conferme del fatto che le attese non sono tutte vane.
"Quando si è insonni non si è mai realmente svegli e mai realmente addormentati". Ci penso abbastanza, ora, alle 23.27 di uno stupido giovedì sera, valutando i pro e i contro del provare cosa succederà una volta appoggiata la testa sul cuscino.
Ci si ritrova seduti su un divano vermiglio a pensare cose futili, con lo sguardo perso nel vuoto. Impegnando le restanti energie in attività del tutto discutibili: sobbalzare all'aumento di volume degli spot pubblicitari, cercare di calcolare il peso delle palpebre mentre si abbandonano alla forza di gravità davanti ad un manuale di sociologia indescrivibilmene prolisso, cercare di ricollegare i passi che si sentono sulla strada ai piedi e alle rispettive scarpe di qualche vicina, scrivere un post inutile, come questo. Mettere da parte libri e quaderni ed optare per una sana dose di musica, al buio, con gli occhi, che bruciando, cercano di rimanere chiusi.
[Monday you can fall apart
Tuesday, Wednesday break my heart
Thursday doesn't even start]
Infine, quel momento sembra come un fulmine a ciel sereno. Se ne doveva parlare prima, ma la lingua s'è inceppata più volte. Angel-A non ha mai desiderato abbandonare quel corpo e tornare a casa.

- Sposta un pò la zampetta...piega un pò la testa...dai, un ultimo sforzo...
- Niente, non ci entro...non insistere...
- Dai, almeno provaci, è l'unico cartone che ho...
- Non ci entro...dovrai prendermi di peso!
- Bene, te la sei voluta merda, la schiena...pesi un tantino al di sopra delle aspettative
- Tu che t'aspettavi?
- Ma niente, niente, se solo tu cercassi di costringerti in quello scatolo...si tratta di avere pazienza solo fino a domenica sera
- Non ci penso nemmeno..
- Il tuo gemello non avrebbe fatto tante storie, avrei dovuto lasciarti marcire lì
- Ma hai preso me perché avevo la sella più morbida, inutile piangere sul latte versato
- Il prossimo anno mando affanculo le tradizioni e prendo un ipod
- Il prossimo anno tuo nipote mi starà cavalcando felice mentre sbatte l'ipod per terra e lo distrugge come una qualsiasi macchinina...
- Uhm...è un bel problema!
- Per me no, adoro dondolare..
- Dico, è un problema se non riesco a infilarti lì dentro..
- Per me no, adoro l'aria fresca...
- Vaffanculo.. trovato..t'incarto senza scatolo
Un lungo rotolo di felice carta natalizia e quantità industriali di nastro adesivo, un pò di bestemmie qua e là...
- Contento? Ora sembri un cadavere...
- Mmmm
- Se continui a lamentarti ti sbatto nel portabagagli come Reservoir Dogs...
- Mmmm
L'espressione spaventata di mia madre quando vede questo pacco è indescrivibile, mi guarda preoccupata e mi fa "C'è solo il cavallo a dondolo lì dentro, vero?"
Ognuno muore silenziosamente, dietro l'angolo. Le luci gialle e rosse e verdi e blu perdono l'aspetto di puntini separati gli uni dagli altri e diventano delle vere e proprie chiazze di colore.
Una morte in technicolor non è più dolce. Una morte in dolby surround non è più gratificante.
Si muore silenziosamente mentre, in ritardo, si capisce di essere vivi. Non ci saranno grandi scoppi, ma quel ragazzotto che non ha mai imparato a leggere, laggiù in Louisiana, inizierà a suonare la chitarra credendo a ciò che gli disse sua madre.
"No, sono la babysitter" "Guardi, sono la ragazza delle pulizie" "Sono la ragazza alla pari"(con tanto di accento straniero) "Non le saprei dare una risposta...sono la vicina di casa"...
Cos'altro dovrò inventarmi per sfuggire alle agguerrite operatrici telefoniche che vogliono offrirti qualche splendida offerta e non si decidono chiudere se non hanno elencato tutti "gli aspetti vantaggiosi" dell'avere un contratto telefonico con l'una o con l'altra compagnia?
Ecco perché gli psicoterapeuti fanno affari d'oro. Gli equilibri psicofisici vengono a messi a dura prova. Per trentacinque centesimi a chiamata.
Hi, it's me, I'm bored again
All is well, I'm not insane
I've been drunk for seven days
Everything is fine
E poi, con quello sguardo tipico di chi sta parlando di letteratura ma in effetti sta solo divagando sulle varie pratiche erotiche apllicabili alle tue tette, si cimenta in un monologo sul rapporto che intercorre tra la colonna sonora di Arancia Meccanica e la filosofia di Nietzsche. La tua mano destra va alla disperata ricerca del lettore mp3, disperso nei meandri della tua borsa di cuoio...sì, ci vorrebbe proprio il lettore mp3, da accendere all'improvviso, indosseresti gli auricolari con un gesto furtivo e guarderesti nel bianco della parete di fronte. Ci vorrebbe qualcosa per interrompere la comunicazione, ora, al più presto. Ma il lettore non si decide a saltar fuori, dal fondo del corridoio non si vede arrivare nessuna faccia amica, è tutto silenzioso.
Guardi l'orologio, è quasi ora di andare ed il mondo torna a sorridere. Saluti,con la cordialità più ipocrita che tu abbia mai conosciuto. Cerca di estorcerti un appuntamento. Ti viene in mente Electric Park, senza via d'uscita.
Ti infili furbescamente dentro la capsula dell'ascensore che ti trasporta in baie di solitudine più felici.
Il cianuro nello sguardo ed il glucosio nei movimenti. Un connubio perfetto, per non parlare del tono di voce grigliato.
Ogni tanto ci scappa il pensiero. Ed è tutto perfetto perché i contorni sono così amabilmente indefiniti. Credo di aver usato trentasette parole in più di quelle che realmente servivano. Ma non fa niente, ogni tanto fa bene lasciarsi andare ad un'incosciente profusione di parole.