
Compleanni di amici cari, traslochi di amici altrettanto cari, il Natale in arrivo con immancabile tristezza annessa, sguardi frenetici ed una cioccolata calda inaspettata.
Mi stringo nelle spalle, mando giù questa calda dolcezza e penso che non è poi così male lasciarsi trasportare dagli eventi. Ma solo per un pò.
Due lingue s'intrecciano, una sigaretta incontra delle labbra annoiate, degli incubi occupano una mente arrendevole, qualcuno minaccia la propria ragazza. Arrivano delle voci lontane, decisamente più chiare di quei bisbigli a due metri. Qualcuno è in procinto di innamorarsi, qualcun altro sta per abbandonare il proprio uomo con un biglietto di due righe, fremiti e scossoni d'anima al di là dell'isolato. Mani ruvide, stanche, mani lavoratrici cercano conforto in mani morbide e materne. Le dita lunghe di un dolce bambino ora sono coperte da un lenzuolo colorato e soffio caldo dondola il suo sonno; domani, al risveglio tutto sarà di zucchero filato. Lacrime sporche di kajal sporcano il cuscino ma rendono più accettabile la lunghezza della notte.
Mi volto, incrocio lo sguardo di Balzac, intento a prendere appunto per la sua Commedia. E' arrivato nel momento giusto, ho un affare da proporgli!
'cause it's a small town
and it misses you, my love!

La collina cammina sotto i miei i piedi, io sono immobile a pensare alle campane che ora riesco ad ascoltare. E vedo gli uccelli e le loro ali e penso all'inutilità della mia tristezza, mentre svolazzano via e io rimango sola, e poi mi viene in mente il confronto tra questi uccelli protagonisti della mia Fobia e l'aereo che ti ha portato via nel contempo i miei denti sfracellavano le unghie della mia mano destra, ma non hai potuto vederlo da quel finestrino, ridottiva finestra sul mondo.
Un ritornello che non riesco a richamare alla memoria, musiche svanite, colori inimitabili. Non ci sono più aurore da guardare.
Da lontano giunge la voce di qualcuno che canta d'amore. Il vuoto.
Un gran piacere pensare che la convinvenza forzata tra Keoruac e Bukowski sullo scaffale della MIA libreria è finalmente terminata.
Debole pensiero mattutino. E' bello lasciarsi avvolgere dallo smog andando al lavoro, mentre nelle orecchie i Beatles cercano di fermare un postino frettoloso.
Oggi: omicidi a metà prezzo.
Accorrete gente! Lasciate il nome della vostra vittima presso gli appositi sportelli, scegliete la tortura che preferite, indicatene la durata, mi raccomando. Fatto ciò attendete davanti agli schermi e diteci cosa ve ne pare del nostro lavoro. Infine, sussurrateci come vorreste vedere morire quello stronzo.
Torture cinesi, medievali, stupri e botte da skinhead. Fucili, coltelli, fruste. Più vero degli snuff movie, meno complicato del massacro alla Columbine.
Volete fare fuori un concorrente sul lavoro? Volete spezzare il cuore alla ragazza che vi sta accanto, così giusto per divertirvi un pò? Siete nel posto giusto al momento giusto. Qui, da Blood Thirsty Bastards sconti sulle violenze contro le donne. Svendiamo la nostra violenza al miglior offerente!
Non perdete questa splendida occasione!
They sell us love as divinity,
When it's only a social obscenity.
Underneath we're all lovable.
Hello hero, hero hello. Hello hero, Hello hello.
Hello hero, hero hello. Hello hero, Hero hello.
Hello, hello, hello, hello, hello, hello, hello,
Hello, hello, hello, hello, hello, hello, hello.
Obscene sentimental, hero hello.
Obsession, obsession, hello, hello.
Desire for protection, hero hello.
Protect your possessions, Enola hello.
Possessions, possessions, hero hello.
Protect your obsession, hero hello.
Obsession, obsession, hello, hello.
Obscene sentimental, hero hello.
Hello hero, hero hello. Hello hero, Hello hello.
Hello hero, hero hello. Hello hero, Hero hello.
(Crass)
[Darlin' I got this in my ears]
Dormire in macchina, accucciata sul sedile posteriore. Con la sicurezza di quel qualcuno al volante.
Chiudere gli occhi e cercare di beccare una nota con quella voce sgraziata.
Usare le braccia come una tenera cuccia per un esserino che inizia a guardare veramente.
Leggere e rielggere lo stesso pragrafo per ricercare l'emozione atavica di uno scrittore arrabbiato.
E poi arrivare su quella poltrona, dalla quale tutto sembra essere così nitido.
E pensarti.
E pensarti.
E pensarti.