[CREDEVO FOSSE DIO, INVECE ERA UNA TAC]

THE BIG CHIEF

Utente: FrancesGlass

"Facevi risorgere i binari morti
e ricucivi i polsi a tutti"
(Le Luci della Centrale Elettrica)

"Almeno lascia che un'estrema tenerezza
Copra l'allontanarsi
Dei tuoi passi."
(Majakovskij)

NINNOLI

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Scamarcio Contest 2007
Kerouac ci fa una... :P
Y-Awards (l'ennesimo contest truccato!)

Dai, non sei il solo

in *loading* ci sono già passati

lunedì, 28 agosto 2006

Il tizio del giornale sotto il braccio e il Maniaco nella prigione di carta

Sono quello strano figuro che, all'angolo della strada, appoggia la schiena al muro e si sofferma a leggere il giornale. [Figura stereotipata di un investigatore privato o qualcosa del genere. No. Io sono ben altro]. Sono il nemico numero uno delle "prime pagine": puntualmente le strappo e le getto nel cestino più vicino oppure le cedo al Maniaco che abita al numero 16 e che le usa come carta da parati. Impressionante, la sua casa, intendo. Un maniaco non mi impressiona mai veramente, sono i frutti della sua mente ad impressionarmi poiché, anche se prodotti da lui, assumono vita propria e centuplicano il proprio potere. L'angolo cucina di quella tana è completamente ricoperto di foto scabrose, ma contemporaneamente così dannatamente reali. Foto ritagliate dalle pagine di cronaca, salvate da qualche sito internet di informazione indipendente, recuperate da giornali che qualcuno si è curato di gettare in fondo ai rifiuti solidi urbani. Mi sembra quasi di portarmela ancora negli occhi, quell'abitazione. Vagine squartate da stupratori professionisti,bambini seviziati da pedofili occasionali, cadaveri murati da uno che "sembrava una persona per bene". Il Maniaco vive bene nella sua prigione di carta, gode di crimini che non ha il coraggio e la forza di commettere; ride di situazioni che non ha mai avuto il piacere di vivere.
Il Maniaco mi saluta cordialmente, anche se è una giornata magra oggi. Solo la foto di un tipo che si è suicidato: i particolari sono perfetti, la definizione altissima. Ma un suicidio è una cosa banale: l'uomo qualunque muore ogni mattina, il Maniaco rinasce ad ogni sofferenza.
Mi tolgo l'impermeabile di dosso, oggi. Fa caldo, ma non sono Meursault e va tutto bene, almeno per ora. 
words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 15:14 | link | commenti (5)
ordung/unordung margini
sabato, 26 agosto 2006

Dal blog di Vario

Dal blog di Beppe Grillo:

Un cittadino italiano ha finalmente deciso che gli fa troppo male e ha chiesto alla Commissione Europea l'abolizione dei costi di ricarica per i cellulari che esiste solo in Italia. Lo hanno preso sul serio e la Commissione Europea ha contattato l'Authority e ora bastano 500.000 firme per toglierci dai piedi la tassa sulla ricarica.


Firmate la petizione!

http://www.petitiononline.com/costidir/petition.html

diamoci da fare!

words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 12:43 | link | commenti
ordung/unordung ordinariamministazione
venerdì, 25 agosto 2006

Thank Dog, it's Friday

Aspetto il pranzo, o meglio, aspetto che arrivi e passi il pranzo in modo da potermi abbandonare alle viscere morbide del mio letto. Seguiranno tante e tante ore di sonno in questo stanco week-end postferie. Forse una nota e qualche parola qua è là. E' venerdi e niente riveste più tanta importanza. 
words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 12:53 | link | commenti (1)
ordung/unordung ordinariamministazione

Si è buttato giù da uno scoglio con la sua Twingo, ne sapevo ben poco, semplicemente quello che si può sapere di un compaesano col quale non si sono mai scambiate più di due parole. Lascia un figlio ed una ragazza di nove anni più piccola. Lascia amici e parenti che sentiranno la sua mancanza.
E' un pò come A day in the Life, è come sfogliare un giornale immaginario: un suicidio, una rapina, l'arresto di un tuo vecchio compagno di scuola, le nuove iniziative del paese e la gente che piange per un giorno la perdita di qualcuno che magari non hanno mai stimato, ma il giorno dopo si sofferma a lodare il politico di turno che ha organizzato una "Bella cosa" per tutti i bambini del paese.
"Se non sono gigli, sono pur sempre figli vittime di questo mondo!"

words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 07:58 | link | commenti (1)
ordung/unordung inner-eye
mercoledì, 23 agosto 2006

Un bebè, un flipper, un passante

Chiusa in bagno cerca di vomitare in silenzio, sperando che la suocera non si accorga di niente. Nuove persone in arrivo. Si sentiva nell'aria, ma forse molti non avevano il coraggio di ammetterlo. Ora il fatto sussiste, nient'altro da aggiungere. La vita, per alcune persone, non è felice e le persone che appartengono a quella vita non sono vere e proprie persone, ma palline di flipper che si dimenano da una parte all'altra, affanandosi, cercando di salvarsi dal baratro dell'oblio.
Un passante, con la sua mano ossuta, getta via la polvere accumulatasi sul cappotto vecchio di trent'anni.

words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 11:22 | link | commenti
ordung/unordung inner-eye
lunedì, 21 agosto 2006

What will you see if I'll turn out the screen in your head?

Che cosa ti succederebbe se qualcuno spegnesse quello schermo che è ormai diventato il tuo polmone artificiale? Che cosa succederebbe se dall'Overlook Hotel qualcuno ti avvisasse che non aspettano che te?
Non succederebbe niente. Cercheresti invano di cambiare canale, premendo freneticamente il dito sui tasti sudici del tuo telecomando, accorgendoti che la protezione si è praticamente consumata.
E voltando gli occhi verso la casa inevitabilmente vuota... e guardando le foto di quelle che erano le tue creature, che non hai veramente visto crescere...e facendo più attenzione al silenzio che ti circonda...ti accorgeresti che il televisore si è spento e, dannazione...ci deve pur essere un modo per riaccenderlo!
words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 16:20 | link | commenti
ordung/unordung margini

Time of the season

"Fu con una cattiva coscienza che quella sera sfiorai la pistola posata sul tavolo. Il mondo è malvagio a causa delle armi e solo le persone meschine le posseggono, eppure non riuscivo a liberarmene!"

Ricorda tanto Dogville. La strada unica, la vicenda decontestualizzata e allo stesso tempo così atrocemente attuale. Ma Dear Wendy è, in realtà, tutt'altro. Allontanatisi ormai da Dogma (nel quale si vietava di far entrare in scena le armi), la sfavillante coppia Von Trier- Vinterberg mette su un lungo racconto tutt'intorno a Wendy, elegante e seducente pistola d'altri tempi, e ai Dandies. Nient'altro che ragazzini di provincia, un alienante west sin troppo aderente ai giorni nostri, dove si affacciano gli spettri della vita moderna misti a paure ataviche (la paura dell'altro, che sia esso un'altra persona, un'altra età, un altro mondo poco importa).   
E mentre nella lirica vita dei Dandies si affacia il rozzo volto della società moderna, tutto diventa una lotta, non più tra bene e male, ma ancora una volta tra purezza e meschinità. I Dandies non sono altro che bimbi sperduti un pò cresciutelli che cercano in quelle armi d'altri tempi il coraggio per affrontare un mondo basso dove primeggiano i rozzi figuri come lo sceriffo o gli alienati minatori che attraversano la piazza. E non sembra neanche tanto stravagante il nome scelto per la pistola protagonista.
Promosso a pieni voti, emozioni così forti da far venire il mal di stomaco, occhio e orecchio completamente sommersi da vera e propria eleganza poetica.

words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 15:52 | link | commenti (3)
ordung/unordung cinema
domenica, 20 agosto 2006

A strange protrait: a Lonlely Girl and a Good Old Dog

I'm here and I'm ready and I saved you the passenger seat

Dentro c'è rumore, il rumore del nulla, e qui c'è un gran silenzio. Ho offerto una sigaretta al cane del tuo vicino e gli ho affidato le chiavi da dare al nuovo inquilino. Abbiamo chiacchierato del più e del meno e senza neanche rifletterci gli ho confidato l'ultima frase detta tra quelle pareti ricoperte in parte da fotografie frenetiche. Gli ho sussurrato quelle parole nell'orecchio pendente e lui, accenandomi un sorriso, si è congedato rientrando in casa, a farsi accarezzare dal suo padroncino occhialuto.
Tutti dormono, in questa parte di mondo, tranne me. E la città sembra riecheggiare dei miei pensieri.

"Il mio silenzioso dissenso non voleva essere l'incipit per interminabili frasi di rabbia. E' solo che sono un'interlocutrice sbagliata.

words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 16:56 | link | commenti
ordung/unordung margini
lunedì, 14 agosto 2006

Quelli delle sigarette

Qui non ci sono cancri, malattie cardiovascolari o donne gravide (abbiamo lasciato tutto a casa). Qui non c'è la sveglia che suona o il barista che ti danna la vita per un conto non ancora saldato. Qui non ci sono respiri pesanti ed ogni esalazione di fumo non è altro che la luminescente traccia della nostra esistenza. Ricordiamo tutti l'attizzante luce all'angolo, al margine, di quella signorile strada cittadina, ricordiamo la sensazione di "scelta": perché qui o sei dentro o sei fuori, ma non ti preoccupare, la serie di sabati passati a a fare la spesa t'illuminerà il momento e ricorda che quella dalla quale sei entrato non era una porta di vetro ma lo schermo che proietta a senso unico lo squallore della vita. Unisciti a noi, questo è un bell'ambientino (qualcuno aveva pensato di farci un film, ma poi il progetto è andato in fumo): la sala è riscaldata, la gente accomodante, abbiamo tutti sorrisi splendenti di nicotina ed un viso rilassato perché non si necessita del salario per essere felici, qui. Unisciti a noi, raccontaci la tua sordida storia e pensa che tuo figlio che si contorce davanti alla consolle per raggiungere il livello successivo è sempre  più lontano, che l'eco dai rumori familiari ormai altro è solo un flusso sempre più chiaro e silenzioso. Le nostre innumerevoli braccia fraterne stanno aggrappandosi anche alla tua esistenza, segui il flusso.

E' uscito dicendo "Cara, vado a comprare le sigarette!", niente di più scontato. Ho pensato a Pleasentville, ho smesso di cucinare, ho sorriso sommessamente e ho dato un nome alla pistola nascosta nell'armadio.

words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 10:01 | link | commenti (1)
ordung/unordung margini
sabato, 12 agosto 2006

L'uomo delle crepes

Ne vedo di tutti i colori, dal mio carretto. Famigliole felici dotate di bambini dotati di palloncini dotati di laccetto per polso, coppie in amore e coppie alla deriva, desolanti solitudini che cercano di affondare la disperazione nel mare di dolcezza col quale inondo le loro squallide esistenze. Ne vedo davvero di tutti i colori, il tutto sarà forse enfatizzato dalla luce dei lampioni che s'infrange contro il raffinato pavimento da "cittadina di classe", pavimento che ospita scarpe e scarpette di poveri idioti venuti da lontano. Non sarebbe un disagio per me essere cieco in questo insignificante punto della terra, è tutto così piccolo e provinciale, una città puttana che si vende facilmente al più ricco. Ma, mentre gli altri sorridono perchè di domenica a passeggio non si può fare altro, io sorrido perché ne ho semplicemente voglia e non intendo dimostrare agli altri quanto sono felice; sorrido perché non ho alcun motivo per piangere; sorrido e, senza alcun motivo, sento di fare la cosa più giusta.
Sono il regista che dirige inconsapevoli e naturalissimi attori, sono lo sguardo dietro una videocamera invisibile che archivia immagini, scene, di struggente bellezza; sento di essere la totalità, ma per gli altri rimango solo un viso guardato per un attimo per caso, né più né meno di un manifesto di propaganda politica. Sono qui e qui resterò a guardare il susseguirsi, l'accalcarsi di vuote figure in un mare invisibile e travolegente che ci accomuna come compagni di sventura. Ne sono consapevole e per questo continuo a sorridere.   

words of pledging trust and lifetimes stretching forever by FrancesGlass at 14:30 | link | commenti (1)
ordung/unordung margini